Caso Akinsanmiro, il giudice sportivo accende un faro sui cori razzisti

Potrebbe avere pesanti strascichi l'episodio avvenuto domenica 12 gennaio nel corso della partita Brescia-Sampdoria. Gli ululati ed i cori contro il centrocampista blucerchiato sono al vaglio della giustizia sportiva.

Brescia. Potrebbe avere pesanti strascichi l’episodio di razzismo avvenuto domenica 12 gennaio nel corso della partita Brescia-Sampdoria che si è giocata allo stadio Rigamonti. I cori e gli ululati rivolti dai tifosi della Curva Nord di Brescia al centrocampista blucerchiato Ebenezer Akinsamiro dopo il gol del (momentaneo) vantaggio della squadra ligure, e la reazione del calciatore nigeriano rivolta agli spalti sono al vaglio del giudice sportivo.
Le conseguenze per quanto avvenuto potrebbero essere: una multa, la chiusura della Curva Nord, una squalifica della stessa con sospensiva. Il giudice dovrà vagliare quanto riportato dall’arbitro Davide Massa nel suo referto. Ad agire contro il giocatore africano è stato un piccolo gruppo di persone il che potrebbe evitare la chiusura del settore della tifoseria bresciana. Resta comunque inqualificabile il gesto compiuto.

La Lega di serie B è intervenuta stigmatizzando gli espisodi di razzismo verificatisi nella giornata di domenica (anche a Reggio Emilia, dove la partita è stata sospesa, e a Verona) attraverso le parole del neo presidente Paolo Bedin: «È necessario investire sulla cultura del rispetto. Si tratta di comportamenti ormai inaccettabili, oltre che anacronistici, fuori dal contesto sociale nel quale viviamo. Il rispetto della persona, fuori e dentro il campo, è un valore primario e inviolabile che lo sport deve valorizzare, mai calpestare».
«Quanto accaduto al Mapei Stadium e al Rigamonti non ha nulla a che vedere con lo sport, in questi casi con il calcio – ha sottolineato il ministro dello Sport Andrea Abodi. – Il razzismo, l’antisemitismo e ogni forma di odio e discriminazione non si possono tollerare in una società civile. La lotta e il contrasto a ogni forma di atteggiamento discriminatorio devono essere tempestivi, sistematici ed efficaci. Mi auguro che siano sanzionati i responsabili, e che venga loro applicato anche il ritiro del gradimento da parte dei club. Chi non comprende le regole, deve uscire dallo stadio».

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