Dimitri Bisoli operato alla Poliambulanza per la lesione al tendine

Il centrocampista biancoblu si è fatto male a casa per conto suo. Intervento del Professor Francesco Benazzo.

(red.) Ha avuto esito positivo l’operazione chirurgica a cui è stato sottoposto Dimitri Bisoli, il centrocampista del Brescia che, a seguito di un incidente domestico, ha subito una lesione tendinea che ha posto fine alla sua stagione calcistica. L’atleta 26enne è noto non solo per i suoi successi sportivi ma anche per l’estrema generosità dimostrata durante l’emergenza Covid-19, in cui ha dato un importante sostegno nella distribuzione di cibo e aiuti alle famiglie in difficoltà.
A condurre l’intervento il Professor Francesco Benazzo, ortopedico di fama internazionale, dal mese di marzo entrato a far parte nell’equipe dell’ospedale bresciano, noto per la sua specializzazione in ambito sportivo, Consulente della Federazione italiana di Atletica leggera e delle squadre di vari club calcistici, dal 2014 è Fondatore e Presidente del Co.R.S.A (Consorzio Universitario Pavese, per la Riabilitazione Sportiva degli Atleti).

“L’intervento di sintesi tendinea ha avuto una durata di un’ora – chiarisce il Professor Benazzo – ed è consistito nel reinserimento del tendine rotuleo alla tuberosità tibiale anteriore della tibia, dove si inserisce naturalmente, e da dove si è staccato a causa della caduta. Il paziente sarà dimesso in 48 ore e si prevede un ritorno in campo a fine ottobre”.
Non ci si fa male solo in campo. Quanto accaduto a Bisoli non rappresenta un caso isolato. Sono oltre 3 milioni gli incidenti domestici, che si verificano ogni anno nel nostro Paese. Ad esserne coinvolte, secondo le statistiche ISTAT, nella maggiore percentuale sono le donne (65%), in oltre un terzo dei casi gli over 65 e nel 4,7% i bambini. Gli esiti raramente sono letali. Si registrano principalmente cadute (54,8%), ferite da taglio o punta (20,2%), urti o schiacciamenti (13%). L’incidente che ha coinvolto Bisoli, però, denuncia un dato spesso trascurato: anche la casa può essere sede di grandi insidie, da cui neanche gli sportivi sono incolumi.

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