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Rispunta Manenti e la telenovela continua

Il patron di Mapi Group, dopo settimane di latitanza, è tornato. E (dice lui) con una parte dei soldi. Giovedì pomeriggio l'incontro a Milano con Corioni.

(red.) Manenti ormai è sparito. Ah no, rieccolo…
Dopo settimane di latitanza il patron della Mapi sembra essere tornato alla carica del Brescia Calcio. E, questa volta, sembra aver portato con sè un po’ di contanti. Continua la telenovela della cessione del Brescia Calcio, con l’innamorato Giampietro Manenti che si ripresenta alla finestra della sua Giulietta Gino Corioni. Ma la storia ha ancora un finale tutto da scrivere e il condizionale è, più che un obbligo, ormai, paradossalmente, una certezza.
Una nuova, fondamentale, puntata sta tuttavia per essere scritta. Giovedì pomeriggio a Milano è previsto un incontro fra Manenti e Corioni ed è molto probabile che da questo tete a tete (ormai più un rendez-vous, visto il tira e molla di incontri, promesse e dinieghi) nasca il dialogo finale, quello del “sì” o del “no”.
Quello in programma giovedì, si spera davvero
sia l’ultimo atto. Lo sperano i tifosi, estenuati da una stagione mediocre e lo sperano i giocatori, stressati, oltre che dai contuinui cambi di guida in panchina (mercoledì l’ultimo con l’arrivo di Ivo Iaconi) anche dalle incertezza sulla gestione societaria. è davvero l’ultimo atto.
Manenti sa bene che questa è la sua ultima chance e assicura che in un modo o nell’altro ne verrà fuori. Da presidente vero o mancato romperà gli indugi e racconterà la sua verità
, che parte da un assunto chiaro: non manca nessun documento e i soldi ci sono. Dove e quanti? In una filiale italiana della Deutsche Bank, una cifra superiore ai 30 milioni, garantiti da una sorta di leasing internazionale che impegnerà lui e i suoi misteriosi finanziatori ucraini alla corresponsione della cifra, dilazionata nel prossimo quinquennio. Oggi sul tavolo Manenti metterà una lettera contabile che attesta la solidità finanziaria dell’operazione e che verrà immediatamente verificata nella sua veridicità e autenticità da un funzionario che attende Corioni nella filiale milanese di una banca di sua fiducia. In tempi strettissimi si saprà se i soldi ci sono davvero oppure no.
Quelli promessi sono un bel gruzzolo: 13 milioni. Un anticipo, certo, ma sostanzioso, di quei 30 milioni sventagliati e finora mai arrivati. Si spera solo che il rendez-vou (per abusare di frnacesismi) non diventi un dé jà-vu, ovvero l’ennesima, stravista, bufala. In ogni caso l’augurio è uno solo: che comunque vadano le cose, le luci sulla scena di questa patomima si spengano velocemente…

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