Le prime mosse di Castelletti per il futuro della pallacanestro a Brescia
La sindaca incontra gli ex consiglieri d'amministrazione della Germani, alcuni degli sponsor principali e i tifosi. Intanto, dopo le dichiarazioni di Mauro Ferrari, si discute da dove ripartire.
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Brescia. Dopo il discorso di sabato, quando in una tesa conferenza stampa Mauro Ferrari ha spiegato le ragioni della cessione del titolo sportivo della Germani all’avvocato statunitense Paul Matiasic, iniziano le mosse per capire se sarà possibile ripartire con il basket di un certo livello in città, anche acquistando i diritti di una società di B nazionale oppure di A2.
“Dal punto di vista economico la Serie A non era più sostenibile”, ha spiegato Ferrari tra le contestazioni dei tifosi: “Costi aumentati, 30 milioni di euro investiti dalla mia famiglia dal 2016 a oggi e 500mila euro attualmente nelle casse della società. Non si poteva andare avanti così: quello che è successo quest’anno sarebbe accaduto l’anno prossimo. Come imprenditore non posso ragionare con il cuore, con le emozioni, ma devo tenere conto dei numeri”.
La scelta è stata quindi di natura economica, incontestabile al proprietario della squadra, anche se la rabbia dei tifosi chiede a gran voce come mai non si sia parlato prima del trasferimento, tenendo tutto nascosto fino alla fine e addirittura smentendo le trattative.
Questo lunedì 29 giugno, la sindaca di Brescia Laura Castelletti ha già i primi impegni in agenda per valutare se esiste una soluzione in grado di riportare il basket in città. Nel pomeriggio è previsto un incontro con i membri dell’ex consiglio d’amministrazione della Pallacanestro Brescia (senza Mauro Ferrari). Ne facevano parte l’ex presidente Graziella Bragaglio, suo marito Matteo Bonetti (la coppia che nel 2009 ha portato a Brescia da Cremona il titolo sportivo, gettando le basi per la rinascita del grande basket in città), il vice presidente Franco Dusina (presidente della Centrale del latte di Brescia), Enrico Zampedri, Riccardo Roversi e Roberto Vagheggi, amministratore delegato con Ferrari.
In altre riunioni Castelletti vedrà gli sponsor principali. Escludendo la stessa Germani spa di Ferrari, tra i nomi spicca quello del colosso dell’energia A2A, la controllata di Palazzo Loggia di cui è amministratore delegato Renato Mazzoncini. Sono inoltre decine le altre aziende dell’imprenditoria bresciana che – con cifre diverse – sostenevano Ferrari. Tra le tante citiamo la concessionaria Bonera, la banca Btl, la Centrale del latte, Techne, Inblu, Intred, Mazza, Megrani e così via.
Martedì, infine, con la situazione più chiara almeno dal punto di vista economico. Castelletti incontrerà i tifosi.
“Metto a disposizione le risorse per il settore giovanile, che continuerà a lavorare, la sede se dovesse servire, e mi impegno e reperire a mie spese un titolo di A2 o di B1. Ce ne sono due sui quali indirizzare gli sforzi sia nell’una che nell’altra categoria”, sono state le parole di Ferrari durante la conferenza stampa di sabato, quando inoltre non ha vincolato il proprio sostegno per la ripartenza a una sua presenza nella nuova società: “Ho anche un title sponsor importante. Per la B1 si può fare senza problemi”.
Vedremo nei prossimi giorni, anche perché i tempi sono stretti e la data entro la quale prendere la decisione sulla strada da percorrere ed effettuare l’iscrizione a un campionato è molto vicina: il 7 luglio. La sindaca sentirà telefonicamente anche il presidente della Federazione italiana pallacanestro (Fip), Gianni Petrucci, con il quale potrà parlare dei tempi tecnici, di eventuali deroghe e addirittura di una possibile wild card per consentire a una piazza importante come Brescia di partecipare a un campionato senza dover acquistare e pagare il diritto sportivo (con annessi debiti) di qualche società in smobilitazione.






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