Basket Germani, Ferrari spiega la vendita. C’è un piano per ripartire dall’A2 (o dalla B1)

L'amministratore delegato - con la contestazione dei tifosi a San Zeno - ha difeso la sua scelta strategica. Ipotizzando la continuità del basket bresciano con l'acquisto di una licenza di Serie A2 o di B nazionale e con un possible title sponsor.

Brescia. Si chiude nel modo più doloroso, caotico e inaspettato la storia recente della Pallacanestro Brescia nella massima serie. Il consiglio federale straordinario della Fip ha ufficializzato il trasferimento del titolo sportivo di Lega basket nella capitale, dove nascerà la Maxima Roma sotto la guida dell’avvocato americano Paul Matiasic.
Alle ore 17 di questo sabato, l’amministratore delegato Mauro Ferrari ha rotto il silenzio in una tesissima conferenza stampa svoltasi nella sede storica di via Buonarroti a San Zeno, cercando di fare chiarezza su un’operazione lampo che ha scosso le fondamenta dello sport cittadino.
Alta tensione a San Zeno: la rabbia della tifoseria
L’atmosfera all’esterno della sede è diventata incandescente ben prima dell’inizio dell’incontro con i media. Centinaia di tifosi si sono radunati per manifestare un profondo dissenso, sentendosi traditi dalle rassicurazioni societarie delle scorse settimane.
Al suo arrivo, Ferrari è stato accolto da una dura contestazione con i cori della piazza quando la folla ha intonato parole ostili, urlando a gran voce «buffone, buffone».
Tra le grida della tifoseria è emerso anche il paragone con la presidenza di Massimo Cellino nel calcio, segno di uno strappo profondo con la città. Il sentimento comune è di shock assoluto per un addio arrivato d’improvviso, dopo stagioni di vertice culminate con la storica vittoria della Coppa Italia e con il secondo posto ottenuto nella stagione regolare.
Le ragioni del disimpegno e l’ombra della Nba
Davanti ai giornalisti, Mauro Ferrari non ha rivelato i retroscena della trattativa con Matiasic, né a quanto è stato venduto il titolo della Germani. Tuttavia ha difeso con fermezza la legittimità della propria scelta commerciale e strategica, respingendo le accuse di speculazione e affermando di aver messo personalmente nella società tre o quattro milioni a stagione negli ultimi anni.
Nel prossimo periodo il basket italiano – ha spiegato – sarà oggetto degli appetiti dei capitali americani, perché dietro il trasferimento del titolo bresciano a Roma si muove un progetto imponente legato ai piani di espansione globale della Nba in Europa per le stagioni future, che richiede come requisiti il posizionamento nelle grandi città e la disponibilità di impianti capienti come il PalaEur.
Ferrari ha poi contrattaccato la piazza con parole destinate a far discutere: «Prima di insultare, bisognerebbe chiedersi seriamente perché a Brescia tendano a sparire sistematicamente le realtà sportive di vertice nel calcio, nel rugby e ora nel basket».
L’imprenditore ha evidenziato la solitudine finanziaria nella gestione dei costi d’élite del campionato di Serie A, lamentando la mancanza di un supporto strutturale e duraturo da parte del tessuto economico locale e dei più importanti tra i suoi colleghi imprenditori.
Il piano per la rinascita: l’asso nella manica di Ferrari
Nonostante il doloroso addio alla Lba, l’intervento di Ferrari non ha sancito la morte definitiva della pallacanestro bresciana. L’amministratore delegato ha infatti svelato un piano strategico immediato per garantire la continuità dello sport all’ombra del Cidneo: si potrebbe puntare a un nuovo titolo sportivo. Secondo Ferrari sarebbero possibile avviare le trattative per ripartire immediatamente dalla Serie A2 oppure dalla Serie B1, dove il patron della Germani sa che sono in vendita i diritti di almeno quattro società (2+2).
Ferrari ha annunciato di aver già pronto il title sponsor principale che darebbe il nome alla nuova squadra. L’intera struttura delle giovanili rimarrà intatta in città e gestita con il contributo della Germani, fungendo da base tecnica e sociale per la rifondazione del club tra B1 e A2.
Mentre la neonata Maxima Roma acquisisce la massima serie e il pass per la prossima Eurocup, Brescia si prepara a digerire un lutto sportivo pesantissimo, aggrappandosi alle promesse di una possibile risalita dalle categorie inferiori. Che tuttavia dipenderà dalla possibilità da parte del comune di Brescia di coalizzare un gruppo di sponsor in grado di sedersi da lunedì attorno a un tavolo per decidere quanti soldi mettere sul tavolo per la prossima stagione. La Germani ha assicurato un partecipazione finanziaria alla acquisizione di un nuovo titolo sportivo e a investire sulle giovanili.

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