Dakar: Carcheri-Musi sempre alla testa degli equipaggi italiani

Sabbia, sassi e dune non hanno frenato i rappresentanti dela Squadra corse Angelo Caffi che hanno migliorato ancora la loro prestazione.

(red.) La Squadra corse bresciana Angelo Caffi segna un’altra tacca sul taccuino di questa Dakar Classic 2021 e mette in archivio anche la terza tappa, dopo che Luciano Carcheri e Roberto Musi hanno condotto la Nissan Patrol #225 lungo i 291 chilometri cronometrati fino al bivacco di Wadi Ad-Dawasir dove ha concluso la tappa più lunga fino ad ora disputata.
L’equipaggio, che continua a comandare tra i concorrenti italiani, conferma l’undicesima posizione assoluta con 4607 penalità complessive accorciando le distanze dalla top ten, grazie anche ad un crescendo prestazionale che ha visto il duo del sodalizio bresciano per due volte nei migliori dieci di tappa: quinti al secondo controllo ed ottavi al terzo. La Nissan Patrol che porta orgogliosamente l’effige della Squadra Corse Angelo Caffi ha anche oggi marciato con determinazione sulle insidiose piste della penisola arabica, ma Carcheri e Musi hanno dimostrato non solo un affiatamento crescente in abitacolo, ma anche un’efficacia che ha permesso loro di abbassare sensibilmente le medie personali di tappa.

“Al di là della lunghezza – ha commentato Carcheri dal bivacco, – la tappa di oggi potrebbe definirsi “scassamacchine”. C’erano dei passaggi davvero impegnativi, abbiamo preso qualche botta specie nei tratti sassosi, ma abbiamo trovato settori davvero molto vari: dalla sabbia alle dune, dalle pietre alla laterite. L’ultimo tratto è stato davvero molto veloce, abbiamo percorso una buona parte alla massima velocità di questa vettura, cercando di restare nelle rotaie per farla scorrere. A livello meccanico tutto bene, faremo i soliti controlli post tappa per essere tranquilli, ma non abbiamo evidenziato problemi”.

Dakar Carcheri Musi

“Da un punto di vista della navigazione e della regolarità – ha precisato Musi, – ci si trova spesso in due situazioni opposte. Nelle parti più tecniche si perde un po’ il ritmo rispetto alla media, e quindi quando poi si può spingere nei punti più veloci si riesce a recuperare. Pur essendo la nostra una competizione di regolarità ci stiamo rendendo conto che in alcuni tratti è quasi come competere in velocità, non è possibile distrarsi”.

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