E’ morto Gigi Simoni, al Brescia da allenatore e giocatore

Il mister è morto ieri all'ospedale di Pisa. Quasi un anno fa era stato colpito da un ictus. Aveva 81 anni.

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(red.) Il calcio è in lutto per la morte di Gigi Simoni, deceduto ieri, venerdì 22 maggio, all’età di 81 anni e dopo che quasi un anno fa – nel giugno del 2019 – era stato colpito da un ictus nella sua casa di San Piero a Grado, in provincia di Pisa. Dopo diverso tempo trascorso in una casa di cura proprio per le condizioni in cui si trovava, era stato riportato in casa a causa della pandemia. Ma il suo stato di salute era peggiorato e richiedendo un nuovo ricovero all’ospedale di Pisa dove è deceduto. Gigi Simoni si era distinto in una carriera da calciatore e allenatore guidando diciassette squadre.

Uno degli episodi che lo aveva visto protagonista e per la prima volta alzare la voce, lui riconosciuto come un gentiluomo, era stato nella stagione 1997-98 nella famosa partita Inter-Juventus e con lo scontro da rigore tra Ronaldo e Iuliano. Nel 1998 aveva vinto la Coppa Uefa nella finale contro la Lazio. Sulla panchina di diverse squadre le aveva fatte promuovere dalla B alla serie A. Da giocatore aveva vinto una Coppa Italia nel 1962 con il Napoli e aveva militato anche nel Brescia come centrocampista nel 1969.

Sempre tra le rondinelle era stato sulla panchina nella stagione 1979-80 che, dopo dieci campionati consecutivi in serie B, aveva portato alla promozione in A. Gigi Simoni lascia la moglie Monica. Domani, domenica 24 maggio, alle 16 nella basilica di San Piero a Grado sarà celebrato il funerale, in forma ristretta viste le disposizioni. Nel momento in cui l’emergenza connessa al virus si sarà conclusa, c’è la volontà di ricordarlo con una commemorazione allo stadio Arena Garibaldi di Pisa.

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