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I magnifici otto della vela universitaria

I ragazzi del Sailing Team affronteranno due sfide importanti. La prima è il campionato mondiale universitario a La Rochelle. La seconda è la Mille e una vela Cup.

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(p.f.) L’università di Brescia vola sulle ali di una barca a vela, grazie al Cus Brescia Sailing Team. Otto ragazzi provenienti da varie facoltà, tutti accomunati dalla passione per la vela, affronteranno due sfide importanti.
La prima, già nei prossimi giorni, è il campionato mondiale universitario a La Rochelle, in Francia. La seconda, invece, è quella della Mille e una vela Cup, che li porterà a progettare e costruire uno scafo, all’interno delle mura dell’ateneo bresciano, con cui poi parteciperanno il prossimo anno alla regata nazionale.
“Un gruppo formidabile”, ha spiegato Antonio Carra presidente del Cus Brescia, “con ragazzi che si organizzano, trovano contributi e finanziamenti e riescono a portare avanti progetti interessanti, partecipando a gare di carattere nazionale e internazionale”. Portavoce del gruppo, Massimo Collotta, dottorando in ingegneria gestionale.
“Il progetto della costruzione dello scafo”, ha raccontato, “è molto interessante perché permette di coniugare tutte le nostre competenze con la passione per questo sport. Per quanto riguarda la competizione internazionale, ci faremo portavoce dell’università di Brescia all’estero, creando ponti di collegamento anche con altre università nel mondo”.
I ragazzi partiranno per il mondiale universitario a La Rochelle nei prossimi giorni. La competizione, infatti, si svolgerà dal 27 ottobre al 2 novembre; si tratta della gara più importante, a cui partecipano le squadre vincitrici di campionati nazionali velici. Ci saranno 14 team vincitori di 12 nazioni diverse. Quello bresciano sarà composto da 8 persone, di cui 2 ragazze, come richiesto dal regolamento. In 7 giorni, si svolgeranno 15 prove, tra cui una regata notturna di 15-20 miglia.
L’altro progetto, quello dello scafo, è invece già stato avviato. Il regolamento prevedeva alcune specifiche tecniche, ovvero l’uso di fibre naturali per il 70% dello scafo e per il 50% delle appendici. Ammesso l’uso di terrazze, mentre assolutamente vietato l’uso di fibre di carbonio, fibre di basalto e titanio. Le vele poi non possono essere in kevlar, spectra e carbonio, mentre l’albero e la boma devono essere realizzati con estruso di alluminio. Gli ingegneri del team bresciano hanno già progettato un skiff modello di deriva a chiglia piatta molto planante con velatura di 33 mq, larghezza di 4,6 m, fornito di terrazze.
La parte innovativa è il core in Lineo, materiale che deriva dal lino, fibra ad alto modulo, che garantisce una consistenza simile al carbonio. Lo scafo peserà 140kg, 32 kg le strutture 32 kg, 17 kg il peso dell’albero 17. “Finita la fase progettuale”, ha spiegato Collotta, “siamo alla realizzazione dello stampo”. Il cantiere sarà allestito all’interno del Csmt. “Questo è un progetto”, ha concluso il rettore Sergio Pecorelli, “che davvero esprime una sintesi di quello che vorremmo sempre vedere a livello di studi universitari. E’ anche un’occasione unica di sintesi tra passione, entusiasmo, innovazione, ricerca scientifica, creatività, sport e valori, sana competitività, ricerca dell’eccellenza, senso di appartenenza”. Fondamentale il sostegno degli sponsor: Germani Spa, Steiner Germany, Generali, Mori 2° Italy.
“Gli studenti e i docenti che hanno creato questo progetto”, ha proseguito Pecorelli, “hanno una vision, non è solo la realizzazione di un prototipo, ma vogliono dare corpo e materia ai propri sogni. In fin de conti questi ragazzi vogliono una barca che vola, e sanno come farlo, e si impegnano a farlo. L’università di Brescia è la fucina in cui tutto questo ha preso la sua forma, dando anche credibilità scientifica e solidità al progetto”.

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