Scommesse nel calcio, Corona fa il nome dell’ex Brescia Tonali e di Zaniolo

Attraverso il sito Dillinger News l'ex fotografo ha citato i giocatori che, oltre allo juventino Fagioli, sarebbero coinvolti nelle scommesse proibite. I due hanno lasciato il ritiro della nazionale a Coverciano.

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Brescia. L’ex calciatore del Brescia e del Milan Sandro Tonali e l’ex della Roma Niccolò Zaniolo sono stati tirati nel buco nero del scommesse proibite nel mondo del calcio italiano da alcune dichiarazioni dell’ex fotografo Fabrizio Corona.
Nella questione è già coinvolto il calciatore della Juventus Nicolò Fagioli, adesso indagato dalla Procura di Torino per “scommesse su piattaforme illegali”. Ora Corona, 49 anni, tramite il sito ‘Dillingernews’ citando una fonte anonima ha affermato che “anche Nicolò Zaniolo e Sandro Tonali sono tra gli scommettitori”.
Le ultime di cronaca
Per il momento si tratta solo di dichiarazioni e Corona – come riferiscono alcune agenzie –  si è recato negli uffici della Questura di Milano per essere ascoltato come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Torino su Fagioli. Però nella serata di questo giovedì 12 ottobre gli investigatori si sono recati a Coverciano, dove i calciatori si trovavano per il raduno della nazionale, per avere un colloquio con Tonali e Zaniolo, che oggi giocano in Inghilterra, nel Newcastle e nell’Aston Villa.
Al termine dell’incontro con le forze dell’ordine a Coverciano sia Tonali sia Zaniolo hanno lasciano il ritiro azzurro e sono tornati a casa. Un avviso di garanzia sarebbe stato infatti notificato dalla Procura di Torino ai calciatori ex Brescia e Roma.
Si rischiano tre anni di squalifica
L’eventuale scommessa su piattaforme illegali può essere punita con una multa dalla giustizia ordinaria. Ma l’aver scommesso su partite di calcio anche non italiano potrebbe costare caro ai calciatori in base all’articolo 24 del Codice di Giustizia Sportivo. Infatti le scommesse sono vietate “per i soggetti dell’ordinamento federale, per i dirigenti, per i soci e per i dirigenti delle società”. E quali sono le eventuali pene, nel caso in cui la violazione venga provata? “La sanzione della inibizione o della squalifica non inferiore a tre anni e l’ammenda non inferiore ad euro 25.000“.

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