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Nuovo Brescia, ma senza Corioni

John Visendi, il manager scelto per affrontare la crisi della società, ha detto che il piano industriale prevede l’uscita dell'attuale presidente.

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(red.) «Io mi occupo con il mio fondo di investimento di risanamento e ristrutturazione di imprese. Chi mi chiama ha una crisi alle spalle».
Così ha esordito John Visendi, il nuovo manager scelto da Gino Corioni per affrontare la crisi del Brescia. Alla conferenza stampa di presentazione, non ha preso parte però lo stesso Corioni nè alcun altro membro della società. 
 «Devo fare un piano di ristrutturazione che prevede il risanamento dell’indebitamento. Rappresento investitori esteri che tra dieci, quindici giorni saranno al timone del nuovo Brescia. Sono il traghettatore. Tra poche settimane dirò il nuovo assetto e mi aspetto che nuovi uomini saranno chiamati a dirigere e guidare la società». I Corioni, però, non faranno parte del nuovo piano d’assetto.
«Chi ha partecipato a questa organizzazione è un fondo straniero che può entrare al massimo al 30-40% nel Brescia. Per questo io devo trovare imprenditori bresciani disposti ad entrare nel club. Il piano industriale prevede l’uscita di Corioni, l’arrivo di nuovi imprenditori. Corioni potrebbe restare come presidente onorario. Serve un progetto nuovo rispetto a quello di Corioni che è ormai antico. Il mio compito è quello che il Brescia venga gestito come una società di capitali. Il fondo che rappresento è asiatico e quotato al Nasdaq. La società avrà un consiglio d’amministrazione diverso con manager diversi. Da un’azienda monocratica si deve passare ad un’azienda moderna».  A breve si parlerà anche degli aspetti più sportivi. E rispunta la questione stadio. «Non si può fare una squadra con uno stadio così. Serve un cambiamento».

 

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