Quantcast

Con “Delirio a due”, Bucci e Sgrosso portano Ionesco al Sociale

La produzione del Centro teatrale bresciano va in scena tutti i giorni da lunedì 5 a domenica 11 ottobre.

(red.) Una coppia sospesa tra le apparenti convenzioni di un naturalismo borghese e un acrobatico equilibrismo sul filo dell’assurdo, dove i protagonisti non hanno nemmeno più un nome proprio: sono soltanto Lui e Lei.
Elena Bucci e Marco Sgrosso portano in scena l’irresistibile scherzo teatrale di Eugène Ionesco, uno dei testi più significativi dello scrittore francese di origine rumena, nella traduzione dello studioso Gian Renzo Morteo.
La produzione Centro Teatrale Bresciano, realizzata con la collaborazione de Le belle bandiere e TPE Teatro Piemonte Europa, andrà in scena da lunedì 5 ottobre al Teatro Sociale di Brescia (via Felice Cavallotti, 20) fino a domenica 11 ottobre 2020 (tutti i giorni alle ore 20.30, la domenica alle ore 15.30).
La regia e l’interpretazione, le scene e i costumi sono di Elena Bucci e Marco Sgrosso; la drammaturgia del suono è di Elena Bucci e Raffaele Bassetti, le luci di Loredana Oddone, il suono di Raffaele Bassetti.

Nel testo di Ionesco, Lui e Lei si cercano continuamente, ma sono incapaci di una comunicazione autentica che non passi attraverso la colpevolizzazione dell’altro. I loro ridicoli battibecchi, gli sciocchi trabocchetti per mettersi in difficoltà, le menzogne e gli inganni sono accompagnati dal controcanto ossessivo di un crollo universale: una guerra civile infiamma al di fuori del nido protetto dove si consuma la vacua esistenza dei coniugi, impermeabili alle bombe che esplodono, alle sparatorie che riecheggiano nella via, alle pareti e ai soffitti che rovinano a terra, testimonianza di un mondo esterno in profonda crisi che sta andando in frantumi.

Apparentemente Lui e Lei non parlano di niente di importante se non per loro, ma in realtà ci raccontano della paura della solitudine, della necessità di avere accanto un altro essere che testimoni della nostra esistenza, dell’irresistibile forza comica nascosta dentro le tragedie quotidiane che a tratti ci sembrano tanto importanti da impedirci di allargare lo sguardo al resto del mondo.

Mentre fuori la guerra civile si scatena, tra crolli ed esplosioni, Lui e Lei incarnano meraviglie e orrori dell’essere due, contraddizioni e conforti dell’essere coppia e dell’essere soli: “sono archetipi” scrivono nelle note di regia Elena Bucci e Marco Sgrosso. Mettono continuamente alla prova il loro legame e non trovano altra via per amarsi e sopravvivere che dare la colpa l’uno all’altro di ogni mistero della vita come il dolore, la morte, il tradimento. Si illudono così che, se soltanto lo volessero, potrebbero non esistere affatto.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.