Festival Corpo Montagna: cinque giorni per ripensare il futuro delle Alpi in val Saviore

Dal 29 maggio al 2 giugno 2026 la seconda edizione del festival delle pratiche outdoor collettive alla Casa del Parco Adamello.

Brescia. Cinque giorni di escursioni, musica, talk e pratiche outdoor collettive per esplorare la montagna come spazio di comunità, cura e cambiamento. Dopo il successo della prima edizione, che ha raccolto oltre 700 visitatori, Corpo Montagna torna da venerdì 29 maggio a martedì 2 giugno alla Casa del Parco Adamello, tra Cevo e Saviore dell’Adamello.
L’edizione 2026 si inserisce in un momento cruciale per i territori alpini. Secondo l’Osservatorio nazionale CittàClima di Legambiente, nelle Alpi italiane la temperatura è aumentata di 1,3°C nell’ultimo secolo, causando una riduzione del 50% della copertura glaciale. Entro il 2050 si prevede un ulteriore aumento tra i 2 e i 3°C, con scenari che potrebbero arrivare fino a +7°C a fine secolo. Parallelamente, cresce l’attenzione verso forme di turismo più sostenibili: il 52% dei viaggiatori dichiara che la sostenibilità influenza le proprie scelte e il 76,1% preferisce esperienze organizzate da operatori locali.
In questo contesto, segnato anche dal dibattito sulla legacy delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, il festival in Val Saviore propone una riflessione critica sui modelli di sviluppo della montagna: non solo luogo di performance sportiva, ma spazio politico e collettivo, attraversato da corpi, pratiche e immaginari diversi. Ed è così che Giovanni Pizzochero, tra gli ideatori del Festival e responsabile di Casa del Parco Adamello, racconta la visione che guida il progetto: «Dopo il successo dello scorso anno, vogliamo che il Festival diventi un appuntamento fisso nel panorama dei festival alpini. Pensiamo la montagna non come playground o palcoscenico della performance, ma come luogo di aggregazione e di ripensamento dei modi di vita. Un festival che sia anche laboratorio: per un turismo montano più sostenibile, per chi sceglie la montagna come residenza, per costruire in Val Saviore, territorio ancora fuori dai grandi flussi turistici, una traiettoria di futuro che abbia valore anche per chi ci abita tutto l’anno.»
Il programma si muove tra pratiche corporee e artistiche e indagine ambientale: dall’arrampicata alla ferrata in Valle Adamè, dall’acroyoga al forest bathing, dalle escursioni micologiche ai laboratori di cianotipia e slackline, fino a incontri pubblici, concerti e proiezioni.
Quest’anno grande attenzione è dedicata inoltre a bambini e famiglie, con un programma pensato per avvicinare anche i più piccoli alla montagna. Tra le proposte, la Zona Relax allestita nel giardino della Casa del Parco e sempre accessibile e per i bambini: attività ludico-didattiche di educazione ambientale, passeggiate, equitazione, attività di tessitura e altre occasioni pensate per stimolare creatività e relazione con l’ambiente, rendendo il festival uno spazio condiviso tra generazioni.
Tutte le attività del Festival sono gratuite e ad accesso libero, suddivise in tre categorie (Active, Slow e Bambini) per favorire un’esperienza accessibile e inclusiva; tutti gli spazi della Casa del Parco Adamello sono fruibili anche da persone con disabilità motoria.

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