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Con 5forbalkan Acli Brescia ha raccolto 10 mila euro per il campo di Lipa

Il denaro donato durante le iniziative svolte nella nostra provincia ha contribuito a realizzare una lavanderia industriale a servizio dei profughi in Bosnia (dove è impegnata Ipsia, la Ong delle Acli).

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(red.) Migliaia di chilometri percorsi a piedi e in bicicletta sulle nostre strade e centinaia di persone coinvolte in nome della solidarietà con gli uomini, le donne e i bambini che sono costretti a vivere nei campi profughi in Bosnia, dove la rotta balcanica si ferma al confine con l’Europa interrompendo la fuga da guerre e miseria. Una solidarietà che si è diventata anche molto concreta grazie al progetto 5forbalkan promosso dalla famiglia delle Acli bresciane (in particolare da Us Acli, Ipsia Brescia Odv e Percorri la Pace), a sostegno dei progetti di Ipsia, l’organizzazione non governativa delle Acli attiva nei campi profughi di Bihac e Lipa insieme alla Croce Rossa Internazionale.
La campagna chiedeva di “mettersi in movimento” camminando, correndo o pedalando per almeno 5 km. Ma anche di donare una cifra (di almeno 5 euro) a sostegno dei progetti. In questi sei mesi (la campagna è partita ufficialmente lo scorso 5 maggio) sono stati raccolti più di 10.000 euro, utilizzati in gran parte per realizzare una lavanderia a servizio delle persone ospitate nel campo profughi di Lipa.
La campagna 5forbalkan si è chiusa ufficialmente venerdì 5 novembre, con un incontro in streaming durante il quale è intervenuta in diretta dalla Bosnia l’operatrice di Ipsia Silvia Maraone, che ha dialogato con i presidenti di US Acli Emilio Loda e di Ipsia Brescia Odv Licia Lombardo e la volontaria bresciana di Ipsia Letizia Terna, che ha partecipato in autunno a un campo di volontariato nel campo di Bihac.

Silvia Maraone ha mostrato le immagini della lavanderia realizzata anche grazie alla generosità bresciana. La struttura comprende 2 lavatrici e 2 asciugatrici industriali, che risolvono una grave situazione igienica, considerando che il campo di Lipa è arrivato a ospitare anche 1000 persone, le quali erano costrette a buttare i vestiti per l’impossibilità di lavarli (tra l’altro nel campo c’è pochissima acqua).
E’ stato acquistato anche un veicolo che permette di raggiungere il campo e di servire anche altre strutture che hanno le stesse necessità. Con quanto raccolto per ora sono coperte le spese di gestione fino a marzo. Silvia ha poi aggiornato sulla situazione del campo profughi, proprio in queste settimane che anticipato un inverno che in quelle terre è particolarmente rigido. Attualmente le persone ospitate sono oltre 500 (in probabile aumento con l’arrivo dell’inverno).
Molto coinvolgente e toccante anche la testimonianza di Letizia Terna, bresciana che in estate ha partecipato a un campo di volontariato con Ipsia proprio a Lipa. Le attività aggregative e laboratoriali che sono state raccontate, non sono state dei semplici riempitivi nelle giornate, ma un aiuto a non far percepire come vuote e inutili queste giornate di attesa, che spesso rischiano di portare a una condizione psicologica difficile.

Campo profughi Lipa Bosnia lavanderia Acli bresciane

La campagna è stata lanciata il 5 maggio; durante i 6 mesi successivi sono stati organizzati alcuni eventi per dare la possibilità di partecipare al progetto insieme ad altre persone. Il 5 giugno si sono tenute in contemporanea una pedalata in Valvestino, una corsa al parco Tarello e due camminate (in città al parco delle cave e a Rovato sul Montorfano). Il 12 giugno si è tenuta una camminata sulle colline a Sant’Anna, mentre il 5 luglio si sono coinvolte le comunità di Collebeato e di Calvisano. Il 5 settembre poi è toccato a Concesio.
Tutti gli intervenuti hanno più volte ringraziato le Acli bresciane per il supporto alla campagna, ma soprattutto le centinaia di persone che (in modo diverso) hanno partecipato e contribuito al raggiungimento dell’obiettivo.

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