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Cooperativa di Bessimo: dai 231 operatori un aiuto per 2.500 persone

Approvato il bilancio d’esercizio e sociale del 2020 della realtà fondata da Don Redento Tignonsini che è attiva nelle province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova.

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(red.) A fine giugno il Dipartimento per le politiche antidroga del governo italiano ha presentato, ai presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze – reperibile on line sul sito del Dipartimento stesso.
“Si tratta di un approfondito documento”, si legge in una nota della Cooperativa di Bessimo Onlus, firmata dal direttore esecutivo Elisa Chiaf, “che descrive il mercato delle sostanze, le tendenze dei consumi, il sistema dei servizi, i danni correlati con il consumo. Nella relazione si traccia una sintesi del tema «dipendenze e Covid-19», con un approfondimento significativo sui giovani. Si parla inoltre dei temi marginalità, lavoro, reinserimento tutti strettamente connessi a chi ha problemi di dipendenze e alla possibilità degli stessi di recuperare. Quanto emerge dalla Relazione è che – in un anno in cui tutto si è fermato, quantomeno per qualche mese – il mercato delle droghe non ha visto rallentamenti. Le nuove sostanze, sempre più complesse da identificare (e quindi più complessa è la capacità di far fronte ai loro effetti), sono in crescita, le persone con problemi di dipendenza vari aumentano”.

“Non si parla più solo di dipendenza da sostanze «tradizionalmente conosciute» (cannabis, eroina, cocaina, le più note) ma da nuove sostanze alle quali si aggiunge una significativa ripresa dei problemi di uso di alcool e i nuovi fenomeni di dipendenza tra cui quella da gioco d’azzardo patologico”, si legge ancora nel comunicato. “Nel panorama degli «interventi» e dei «servizi» per far fronte e limitare l’espansione dei problemi legati alle dipendenze, insieme agli attori pubblici quali Ats e Asst, vi sono molte realtà del Privato Sociale che operano da anni sul territorio nazionale. Una delle esperienze più rilevanti di Impresa Sociale attiva sul tema delle dipendenze – in termini di anni di attività, espansione territoriale, numerosità dei servizi gestiti e quindi di persone prese in carico – è quella della Cooperativa di Bessimo, storica realtà bresciana che attualmente opera anche nelle provincie di Bergamo, Cremona, Mantova”.

La Cooperativa di Bessimo nasce nel 1976 e oggi conta Servizi di Prevenzione e Limitazione dei Rischi soprattutto rivolti ai giovani (nelle scuole, per i territori), di Riduzione del Danno nelle città capoluogo di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova; gestisce inoltre 17 servizi residenziali – le Comunità Terapeutico-riabilitative – accreditati con il sistema socio-sanitario regionale. Da alcuni anni è inoltre attiva a supporto delle persone in carcere e in misure alternative al carcere, per guidarle nei percorsi di reinserimento sociale, in collaborazione con le Direzioni degli Istituti Penitenziari. La Cooperativa di Bessimo opera prevalentemente in sinergia con gli enti pubblici: oltre alle Agenzia di Tutela della Salute, opera in accreditamento con Regione Lombardia e su progetti emanati da Regione Lombardia, ministero della Giustizia, enti locali.

“Il 2020 è stato un anno complesso anche per la Cooperativa di Bessimo”, prosegue il documento. “Venerdì 25/06 i soci della Cooperativa si sono riuniti per approvare il bilancio d’esercizio e sociale del 2020 – nel pieno rispetto delle normative vigenti in tema di coronavirus – presso l’Auditorium Capretti (Istituto Artigianelli di Brescia). L’anno della pandemia è stato «burrascoso» ma la Cooperativa ha comunque potuto incontrare, aiutare, affiancare almeno 2.500 persone (il 20% nelle Comunità, il 58% nei Servizi di Strada e negli Spazi tregua, circa l’8% rispettivamente nelle Carceri e nei servizi di Prevenzione, il 6% nei servizi per la Marginalità). Sono tantissime le storie e i percorsi condivisi, prevalentemente nel settore delle dipendenze e della marginalità: donne, uomini ma anche le loro famiglie, i loro bambini”.

“Chi ha permesso di realizzare questo importante impatto sociale nelle provincie di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova sono le 231 persone che operano a vario titolo con la cooperativa: 187 di essi sono alle dipendenze della Cooperativa e sono prevalentemente giovani e donne (98 di loro sono soci).”, continua la nota. “Nonostante la difficoltà, l’anno si è chiuso positivamente (la Cooperativa ha registrato un utile d’esercizio di circa 100.000 euro). Ricorderemo il 2020 come l’anno in cui:
• le Comunità hanno dovuto «chiudersi», nel rispetto dei Decreti Regionali, per un periodo non hanno potuto accogliere nuova utenza e soprattutto si è dovuto rinunciare a tutte le attività di socializzazione con l’esterno;
• si è dovuta innovare la «relazione» tra utenti e famigliari/amici, tra colleghi di sedi diverse, tra terapeuti e medici e staff e grazie alla tecnologia non si è mai perso il contatto…ma si è sperimentata la difficoltà di costruire relazioni, senza vicinanza;
• si sono attivate procedure e prassi di sicurezza a cui la Cooperativa ha prontamente risposto, garantendo la
sicurezza sanitaria in tutte le sedi, contenendo e limitando contagi.
• si è comunque innovato. La Cooperativa infatti ha aperto nuovi servizi (ad es. un nuovo Centro Diurno nel carcere di Nerio Fischione, ex-Canton Mombello), ha investito nei servizi esistenti con l’apertura di nuovi appartamenti di Housing e la ristrutturazione di una sede”.

“Nel 2020, nonostante le difficoltà, gli incontri «da remoto», le chiusure e le difficoltà di integrazione, la Cooperativa ha redatto il piano strategico triennale, che guarda al futuro con sguardo alto, per i soci e per i beneficiari delle nostre azioni di impresa sociale. Il 2020 è stato anche l’anno della scomparsa dello storico fondatore, Don Redento Tignonsini (scomparso nel novembre 2020) che ha seminato lo spirito di accoglienza, uguaglianza, riconoscimento dei diritti che ancora oggi caratterizza l’operare della Cooperativa di Bessimo”.

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