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Prodotti alimentari invenduti, Regione investe sul recupero e sulla distribuzione

(red.) La Giunta di Regione Lombardia ha approvato una delibera con la quale viene stanziato un milione di euro a fondo perduto destinato agli enti no-profit per l’acquisto di attrezzature utili al recupero e alla distribuzione dei prodotti alimentari invenduti.
“Vogliamo contribuire – spiega Floriano Massardi, vicecapogruppo regionale della Lega – ad eliminare lo spreco di cibo, anche alla luce del periodo di crisi che stiamo vivendo e che vede tante persone in difficoltà. Un vero sviluppo deve essere sostenibile e in questo l’economia circolare è un valido alleato, che ci permette di ridurre gli sprechi anche in campo alimentare.
Con questa delibera sosteniamo gli enti no-profit e potenziamo le attività di distribuzione degli alimenti invenduti, che vengono ritirati dalle associazioni che li distribuiscono a chi ne ha bisogno. Questa misura ci permetterà, inoltre, di diminuire in modo consistente la produzione di rifiuti organici, con un notevole vantaggio per l’ambiente”.

“Le domande – prosegue Massardi – potranno essere presentate a partire dagli inizi di aprile e fino a metà maggio. Il bando sarà rivolto agli Enti no-profit che si occupano dell’attività di recupero e distribuzione dei prodotti alimentari ai fini di solidarietà sociale; questi dovranno indicare nella partecipazione al bando i preventivi di acquisto delle attrezzature e sarà richiesto di allegare la documentazione che attesta la tipologia dell’ente. Le domande saranno presentabili tramite la piattaforma informatica Bandi online www.bandi.regione.lombardia.it”.

“Il contributo per l’acquisto delle attrezzature è un finanziamento a fondo perduto che può arrivare fino a 200mila euro a beneficiario; grazie a questi fondi si potranno finanziare gli acquisti di veicoli per il trasporto alimentare, abbattitori e contenitori per alimenti; attrezzature da cucina, frigoriferi e congelatori, nonché scaffalature, transpallet ed elevatori. Possono essere finanziati, inoltre, anche gli acquisti di hardware e software per la registrazione degli alimenti devoluti e lo sviluppo di app funzionali all’ottimizzazione della devoluzione” conclude Massardi.

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