Parenza e Gaglia (Pd): “Serve una nuova visione europea”

In occasione del 9 maggio, festa dell'Europa, i due esponenti dem bresciani si ispirano alle parole di Letta e di Sassoli per chiedere una spinta in avanti con un progetto di largo respiro.

Brescia. “72 anni fa un gruppo di visionari ha messo le premesse per la ricostruzione economica, sociale e morale post bellica, dando vita a un grandioso progetto di progresso e pace”, si legge in una nota diffusa in occasione del 9 maggio, Festa dell’Europa, da Laura Parenza, capogruppo Pd in Loggia e Tommaso Gaglia, segretario cittadino, ricordando la proclamazione della Dichiarazione Schuman che ha fissato i due punti fondamentali del concetto di Europa: la solidarietà obbligatoria e la responsabilità condivisa.
“Oggi l’Europa, di fronte crisi inaudite come la pandemia e la guerra in Ucraina”, si legge nel documento, “ha dimostrato una solidarietà inaspettata, e in questi anni ha compiuto passi molto coraggiosi, come il Green Deal e il fondo Next Generation Eu, che si trasforma nel Pnrr italiano; il processo di integrazione europea sconta tuttavia numerosi ostacoli (vedi le difficoltà sulla difesa comune e sull’integrazione fiscale), e ha mostrato anche ritardi tragici, come sul tema dell’immigrazione”.

“Per il Pd, partito da sempre coerentemente europeista, non può dunque bastare una semplice ‘revisione’ all’assetto dell’Ue: serve una nuova visione europea”, sostengono Parenza e Gaglia. “Come spiega Enrico Letta, ‘bisogna accompagnare gli strumenti a una dottrina europea, a una visione di largo respiro, se vogliamo davvero trasformare l’Ue in una potenza di valori’. Bisogna dunque superare il vincolo dell’unanimità nel Consiglio, che blocca troppo spesso le iniziative più coraggiose, potenziare il ruolo del Parlamento Europeo, creare una Confederazione che permetta di aggregare subito paesi come l’Ucraina o l’Albania in un orizzonte comune, in attesa della piena inclusione nella Ue”

“Anche Aldo Moro, di cui ricorre sempre il 9 maggio l’anniversario della barbara uccisione insieme agli uomini della sua scorta, sosteneva”, sottolinea Gaglia, “che ‘la visione europeista’ fosse ‘connaturale al popolo italiano’ e pensava all’Europa unita come fattore di equilibrio internazionale e motore di cooperazione, solidarietà, pace”.
“Chiudiamo”, afferma Parenza, “con le parole dell’ultimo discorso di David Sassoli”. “E’ necessario un nuovo progetto di speranza per l’Ue (…) che possa incarnare la nostra Unione, i nostri valori e la nostra civiltà (…). Un progetto che deve essere costruito intorno a tre assi forti, con un’Europa che innova, che protegge e che illumina. L’innovazione di cui si parla non è solo l’innovazione tecnologia, quanto piuttosto un rinnovato senso di creatività nelle istituzioni dell’UE, nelle politiche, nei modi di agire e anche nei nostri stili di vita. L’Ue deve essere un modello di democrazia, libertà e prosperità che si diffonde, che attrae, che fa sognare e non solo i nostri stessi concittadini europei, ma anche al di là delle nostre frontiere”.

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