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“Mimmo Lucano, un partigiano in lotta contro la povertà”

Un documento di solidarietà del Centro sociale 28 maggio di Rovato dopo la condanna dell'ex sindaco di Riace a 13 anni e due mesi per i presunti illeciti nella gestione dei migranti.

(red.) La condanna a 13 anni e due mesi dell’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano nel processo “Xenia”, svoltosi a Locri sui presunti illeciti nella gestione dei migranti, dove l’ex primo cittadino era imputato di associazione per delinquere, abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta, falsità ideologica e favoreggiamento all’immigrazione clandestina (la pubblica accusa aveva chiesto poco più della metà: 7 anni e 11 mesi) ha provocato numerose reazioni indignate. “Mimmo Lucano, ex-sindaco di Riace, paga un prezzo esorbitante, e vergognoso, perché ha dimostrato nei fatti e non solo a parole, che nel nostro Paese si può essere accoglienti e si può combattere la deriva razzista e xenofoba insegnando e praticando la solidarietà”, si legge in un comunicato del Centro sociale 28 maggio di Rovato. “Sono decenni ormai che nel nostro paese si sta estendendo una cultura di pensiero che non mette in discussione solo il diritto all’accoglienza, ma proprio ciò che lo sottende e cioè quello all’uguaglianza. Mimmo Lucano è stato fra i 50 uomini più influenti al mondo secondo la rivista Fortune, a lui Papa Francesco ha rivolto parole di ammirazione e gratitudine. Le battaglie personali di Mimmo e i riconoscimenti internazionali per il suo modello di integrazione hanno fatto scuola in Europa, da Bruxelles a Cambridge”.

“In questi anni Riace ha saputo uscire dall’ isolamento storico di un territorio particolare come la Locride e imporsi sul piano nazionale e internazionale diventando un vero punto di riferimento sull’accoglienza ai migranti”, prosegue il comunicato. “La formula adottata è stata semplice e geniale al tempo stesso: trasformare in positivo quello che per altri viene vissuto come un problema. Un borgo che si stava spopolando è rinato grazie alla presenza dei migranti che l’hanno riportato in vita. Scuole e servizi mantenuti aperti, attivi, grazie ai tanti bambini presenti. Una piccola economia che ha ripreso slancio. Per fare questo sono state utilizzate formule innovative che per sedici anni sono rientrate nelle caratteristiche del progetto e anzi, sono diventate un modello: i ‘bonus’ e le borse lavoro”.

“I bonus”, spiega ancora il documento, “erano uno strumento locale per consentire ai migranti di usufruire di un potere di acquisto (fra gli esercenti che hanno accettato questo sistema di pagamento sulla fiducia), per una dignità di scelta e autonomia per supplire così gli storici ritardi dei contributi pubblici. Le borse di lavoro hanno consentito di riattivare un tessuto economico e dare una risposta lavorativa a quelle famiglie di richiedenti asilo che intendevano fermarsi a Riace, costruire lì un futuro. Le botteghe artigianali del paese (ceramica, ricamo, vetro, tessitura ecc ecc), sono state una risposta forte che ha permesso la coesione sociale. Due elementi fondamentali per il progetto Riace, ora azzerato”.

“Progetto, vogliamo ricordarlo, che è stato da stimolo per tutti i progetti nati in seguito nella Locride e in Calabria”, continua la nota, “progetto che è diventato modello e copiato in tutta Italia. Progetto che ha sempre risposto di sì alle telefonate di emergenza umanitaria della Prefettura quando le autorità richiedevano posti di accoglienza – qui e ora – senza attendere carte, timbri, assegnazione di progetti ‘pilota’ di accoglienza. Molte le iniziative organizzate in loco: fra queste il Riaceinfestival www.riaceinfestival.it per raccontare anche sul piano della comunicazione e della cultura la trasformazione avvenuta. Innumerevoli i premi e i riconoscimenti, fra questi: nel 2008 Win Wenders ha voluto girare a Riace il corto “Il Volo”. Nel 2010 Mimmo Lucano per la “capacità di tenere insieme l’antico e il moderno” è stato inserito dal World Mayor Prize fra i 23 finalisti del premio come miglior sindaco del mondo, al terzo posto insieme al sindaco di Città del Messico e Mumbai. Nel 2014 Riace è stato presentato sul sito di Al Jazeera. Nel 2015 Mimmo Lucano è stato premiato a Berna dalla Fondazione per la Libertà e i Diritti Umani. Nel 2016 il magazine americano Fortune ha reso pubblica la classifica delle persone più influenti del mondo e Mimmo Lucano è stato inserito al quarantesimo posto della classifica dei 50 leader per il suo impegno in favore degli immigrati e del loro inserimento sociale. Nel 2017 è stata girata una fiction dalla Rai e dalla produzione Picomedia e per interpretare il sindaco italiano più famoso nel mondo è stato scelto Beppe Fiorello”.

“La rivoluzione di Mimmo Lucano e di tutti gli operatori e i riacesi che ci hanno creduto ha avuto una valenza enorme non solo per tutta la Calabria ma per tutta l’Italia. Non è stato solo un esperimento da far conoscere e moltiplicare ma una vera speranza in questo momento in cui ‘l’inumano’, come scrive Marco Revelli, rischia di diventare il nostro pane quotidiano, affinché:’l’Altro sia ridotto a Cosa, indifferente, sacrificabile, o semplicemente ignorabile. Che la vita dell’altro sia destituita di valore primario e ridotta a oggetto di calcolo’.
Preparare un mondo vivibile si può, lavorando con le future generazioni, infondendo il senso di cittadinanza terrestre, quella che ci vede tutti cittadini dello stesso pianeta, quella che ci rende appartenenti ad un’unica sola e grande razza, quella umana. L’umanità si può imparare, si può vivere nella quotidianità, si può insegnare attraverso un’educazione attenta all’affettività, alle emozioni, all’empatia, al confronto, alla comprensione, alla capacità di assorbire un urto senza rompersi. L’umanità è il sentimento universalmente riconosciuto, che identifica ognuno di noi, che ci rende simili, vicini, solidali, uniti. Umani, insomma!”.

“Per questo vi chiediamo che venga ristabilita la priorità della solidarietà umana nei confronti della legge”, prosegue il comunicato del Centrosociale 28 maggio, “perché condannare Mimmo Lucano è condannare la società dei diritti che viene completamente annullata dalle politiche dell’odio in tempo di crisi, politiche alimentate dai rappresentanti delle istituzioni e dagli avventurieri politici che su questo odio ci campano! Mimmo Lucano è un moderno partigiano che lotta e ha lottato contro la povertà, autentico reato contro l’umanità, da combattere con le armi della giustizia sociale, il suo unico reato dunque è quello della solidarietà, chi lo condanna invece rappresenta uno Stato mafioso e corrotto che si autoassolve sempre, dove la divisa non si processa mai, dove i soldi per le guerre e il colonialismo si trovano sempre, dove gli sprechi di denaro sono all’ordine del giorno e non scandalizzano nessuno, dove i partiti rubano, i politici rubano, gli amministratori rubano e chi non ruba è un fesso! Ebbene questa sentenza ci dice che siamo dei fessi, chi lotta per una società migliore è un fesso, e ci aspettano solo vendetta e repressione. Mimmo, caro, noi del Centro sociale 28 maggio ci eravamo già impegnati, invano, perché la città di Brescia ti desse la cittadinanza onoraria, per noi sei un modello che nessuna sentenza potrà mai sporcare. Troveremo il modo di farti sentire che ti siamo vicini in questo momento così duro per te, per la tua famiglia e per tutte e tutti noi”.

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