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Filosofi lungo l’Oglio: venerdì a Ghedi parla Maria Rita Parsi

(red.) Venerdì 18 giugno alle 21 nel Piazzale della Biblioteca Comunale di Ghedi (Bs), per Filosofi lungo l’Oglio, Maria Rita Parsi torna in Lombardia dopo oltre un anno e mezzo dall’inizio della pandemia e parla de “Il mito di Atlanta: la violenza contro le donne”. Nelle società europee delle migrazioni globali la violenza sulle donne è affrontata con la presunzione di un’efficacia universale dell’approccio occidentale e post-patriarcale ai diritti, alle libertà e alle modalità di riparazione delle violenze. Le differenze dei vissuti e dei significati culturali delle esperienze subite vengono interpretate in base alla vicinanza o lontananza rispetto ai saperi e alle culture egemoni, disattente rispetto ai loro stessi processi di riproduzione del dominio maschile.

Maria Rita Parsi svolge da anni un’intensa attività didattica e di formazione come psicologa e psicoterapeuta presso università, istituti specializzanti e associazioni private. Ha fondato e dirige la Sipa (Scuola Italiana di Psicoanimazione) e ha dato vita alla Fondazione Movimento Bambino Onlus, ora Fondazione Fabbrica della Pace e Movimento Bambino Onlus, istituzione culturale nazionale ed internazionale per la tutela giuridica e sociale dei bambini, per la diffusione della Cultura per l’Infanzia, per la formazione dei formatori. Nel 2012 viene eletta al Comitato Onu per i Diritti del Fanciullo, organismo con sede a Ginevra che ha il compito di verificare che tutti gli Stati aderenti alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino ne rispettino gli obblighi. Dal 2016 è membro della Consulta Femminile del Pontificio Consiglio della Cultura, presieduta dal cardinale Gianfranco Ravasi. È coordinatrice e didatta presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad orientamento umanistico: Psicoumanitas dal 2008 ad oggi. È stata insignita dal Presidente della Repubblica del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica. Scrive su quotidiani («Il Giorno», «Il Messaggero», «Il Resto del Carlino», «La Nazione»), periodici («Oggi», «Confidenze») e riviste anche specializzate («Riza Psicosomatica», «Educare 0-3»).

In maniera ferma e perfino provocatoria, Maria Rita Parsi propone nel suo intervento di sostituire il tanto noto “mito di Atlante” con il “mito di Atlanta”, riferito alla condizione delle donne. Condizioni ancora proibitive se non drammatiche per il loro sviluppo, l’affermazione dei loro diritti all’interno delle famiglie, nel mondo del lavoro e nel sociale del nostro come in tanti altri Paesi. “Sulle spalle delle donne” poggia un mondo governato da presenze maschili nei posti chiave e contrassegnato, ancora, e nonostante tutto, da forme di violento, persecutorio, narcisistico maschilismo. Un mondo capace di inibire costantemente le loro possibilità di espressione e realizzazione, senza riconoscere, come realtà primaria e fondante, il formidabile valore di chi dà vita alle forme della vita e la cui presenza è fondamentale e radicante nelle fasi determinanti della crescita psicoaffettiva di ogni essere umano. Maschio o femmina che sia!

Per gli eventi collaterali del festival realizzati in collaborazione con l’Associazione Rete di Daphne e il Progetto Aria (Attivazione Rete Interistituzionale Antiviolenza), proprio il 18 Giugno alle 21.00, in concomitanza con l’incontro di Maria Rita Parsi, interverrà, portando la propria testimonianza, Parvinder Kaur Aoulakh detta Pinky. Indiana di nascita, arrivata in Italia a 6 anni, è stata vittima di un matrimonio combinato e di un uomo violento. Nel 2015 è sopravvissuta all’aggressione del marito grazie all’intervento dei vicini. La sua testimonianza acquisisce un particolare rilievo anche alla luce del recente, terrificante omicidio della giovane Saman.
L’ingresso è libero e si potrà accedere fino a esaurimento posti, nel rispetto delle normative anti-Covid. Per maggiori informazioni www.filosofilungologlio.it

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