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Disturbi alimentari alle donne, da Brescia un’idea lombarda modello nazionale

Il Governo proporrà a tutte le regioni il modello lombardo (ispirazione bresciana) per combattere la patologia.

(red.) L’idea è nata a Brescia, diventata concreta con una legge lombarda e che ora si propone di diventare un modello a livello nazionale. Si parla di disturbi alimentari alle donne che, come è emerso ieri, lunedì 31 maggio, in occasione di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, è la seconda causa di morte tra gli adolescenti dopo gli incidenti stradali. A illustrare ieri il modello lombardo è stata la bresciana vicepresidente della commissione Sanità e Politiche sociali del Pirellone Simona Tironi, i ministri per gli Affari regionali e Autonomie Mariastella Gelmini e alle Pari opportunità Elena Bonetti e la testimonial Ambra Angiolini. L’idea è quella di suggerire a livello nazionale una proposta di legge per lanciare iniziative di cura da questa patologia verso le donne e mettendo in rete ambulatori, ospedali, riabilitazione, formazione a scuola e livelli essenziali di assistenza. Ad oggi più di 3 milioni di donne sono colpite da questa malattia.

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