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Pioggia di premi sul libro: “Ho conosciuto Marino, l’ultimo vero punk”

Un progetto nato nel carcere di Verziano. La storia di Marino Pansera, senzatetto bresciano, scritta da un suo compagno di cella. Entrambi appartengono al Gruppo OrtoLibero.

(red.) Il romanzo “Ho conosciuto Marino, l’ultimo vero punk – una storia di strada a confronto con il mito di Filottete” (introduzione di Don Luigi Ciotti) ha ricevuto, il 18 aprile e il 24 aprile scorsi, due importanti riconoscimenti. Il lavoro, presentato nel 2019, è stato realizzato dal Gruppo OrtoLibero con detenute e detenuti della Casa di reclusione di Verziano e con studentesse in alternanza scuola lavoro del liceo delle scienze umane Veronica Gambara.
Il 18 aprile il romanzo ha ricevuto il premio speciale “Temi Sociali”, nell’ambito del concorso letterario “Pubblica il tuo libro edizione 2020” e il 24 aprile il Premio speciale “Easytech” nell’ambito del Terzo Concorso Nazionale Letterario “Artisti per Peppino Impastato”.
Nel 2019 il libro aveva ricevuto una segnalazione nell’ambito del Premio Inedito Colline di Torino edizione 2019. Il romanzo è il risultato del progetto “Autobiografia, lealtà e riscatto”: Giovanni Tassone, detenuto calabrese, ha scritto la storia di Marino Pansera, senzatetto bresciano suo compagno di cella, entrambi appartenenti al Gruppo OrtoLibero.
Attraverso laboratori artistici di disegno, poesia, recitazione, musica e canto, nonché un imponente lavoro didattico con i detenuti e le studentesse sui temi del Destino, della Vulnerabilità, della Lealtà e del Riscatto e i riferimenti alla tragedia “Filottete” di Sofocle, questa storia ha assunto un valore universale diventando la storia di tutto il Gruppo. Il romanzo è stato presentato alla cittadinanza nel 2019 con musica e recitazione dei detenuti, delle studentesse in ASL e del Gruppo di lavoro nella forma della tragedia greca: estratto della rappresentazione è visibile sul canale youtube: Ho conosciuto Marino, l’ultimo vero punk .
Il progetto OrtoLibero è nato nel 2014 nell’ambito di un laboratorio di educazione al consumo consapevole tenuto presso la Casa di reclusione di Verziano da un’educatrice della cooperativa Pandora e da una volontaria di Libera. In quell’occasione i detenuti hanno manifestato il desiderio di realizzare un orto nelle pertinenze del carcere. Da lì è nato lo spunto per costituire una rete di partenariato con il Comune di Brescia (la presidenza del consiglio comunale, il settore sostenibilità ambientale, la biblioteca di San Polo, il settore cultura, il Museo di scienze naturali, Casa Associazioni), Libera, le Cooperative Pandora e La Mongolfiera, il Gruppo Terra e Partecipazione.
Attraverso la rete di partenariato e il coinvolgimento di venti detenuti, uomini e donne di diversa nazionalità, è stato costituito il Gruppo OrtoLibero con cui è stato avviato un imponente lavoro sui temi della legalità, dell’agricoltura sinergica e della sostenibilità ambientale. Il protagonismo dei detenuti è stata la parola chiave con la quale è stata sperimentata una didattica di avanguardia per affrontare in modo entusiasmante innumerevoli tematiche suscitando interesse e apprezzamento nei detenuti e costruendo un ponte con la collettività.
Attraverso il protagonismo dei detenuti si è voluto stimolare l’autostima e la coscienza per un possibile riscatto sociale nello spirito più autentico di giustizia riparativa sancito dall’art. 27 della Costituzione. Fin dal 2015 è stato realizzato un orto sinergico attorno al quale si è creata un’esperienza umana profonda per tutti. Sono stati realizzati laboratori artistici, di creatività, cene, eventi e mostre.
Il libro è disponibile presso Casa Associazioni, via Cimabue, 16 – Brescia, tel. 0302309273.

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