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Tempio crematorio: sì a Chiari e Brescia, no a Verolanuova

La Regione ha scelto, soddisfazione del Comitato e dei Verdi: “Vittoria non scontata dei cittadini di Verolanuova, ma le criticità per il territorio rimangono”.

Nella tarda serata di giovedì 22 aprile è arrivata la decisione di Regine Lombardia sulla costruzione di nuovi impianti crematori, con l’approvazione dei progetti di Brescia e Chiari. Un sospiro di sollievo per gli abitanti di Verolanuova, che nei mesi scorsi, tramite il Comitato per la Salute e l’Ambiente, si erano resi promotori di una raccolta firme contro la costruzione dell’impianto nei pressi del cimitero della frazione di Cadignano. La battaglia era arrivata anche all’attenzione del Parlamento con un’interrogazione parlamentare di Rossella Muroni del gruppo FacciamoEco -Federazione dei Verdi.
“È una vittoria dei cittadini”, sostiene il Comitato per la salute e l’ ambiente di Verolanuova in una nota, “frutto unicamente della scelta della Regione, di sicuro non un merito dell’amministrazione comunale, che infatti, a differenza di altre, non ha mai fatto un passo indietro ritirando la candidatura, come richiesto dagli abitanti con la loro petizione. Una vittoria che nasce dalla mobilitazione dei cittadini e dall’importante collaborazione con Europa Verde Brescia, da sempre al nostro fianco”.

La scelta della Regione è ricaduta sul potenziamento degli impianti esistenti e sulla costruzione dell’impianto di Chiari, ritenuto più idoneo da un punto di vista paesistico e del decoro: “Siamo soddisfatti che la Regione non abbia considerato idoneo, da un punto di vista ambientale, l’impianto di Cadignano, una colata di cemento di 10.000 mq a ridosso di un parco protetto e in una piccola comunità di 900 anime, come era nelle intenzioni del comune di Verolanuova”, dicono ancora al Comitato. “Siamo vicini agli abitanti di Chiari e consapevoli della necessità di un piano di regolamentazione regionale di questi impianti, soprattutto se costruiti a ridosso dei centri abitati”. Il Comitato promette di continuare il proprio impegno per la tutela dell’ambiente e del territorio.
”Finalmente oggi abbiamo la certezza che come cittadini possiamo incidere, cancellare la cattiva politica e metterci in gioco per fare quella buona, quella del sacrificio del servizio della testa del cuore e dell’impegno”, sostiene il Coordinamento provinciale dei Verdi – Europa Verde Brescia. “Abbiamo assistito a storie su storie ma alla fine l’impegno paga. Se si tiene al proprio territorio bisogna prestare l’esperienza individuale per il bene pubblico, e dare tutto. Manifestiamo la grande soddisfazione per aver portato avanti una battaglia di civiltà, decisa e decisiva per salvaguardare la salute dei cittadini e dell’ambiente della comunità di Verolanuova”.

Commenti

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  1. Celso Vassalini
    Scritto da Celso Vassalini

    Sempre vicini alle problematiche ambientali e alla tutela del territorio, abbiamo partecipato al presidio organizzato dal comitato di Verolanuova per dire NO AL TEMPIO CREMATORIO DI CADIGNANO
    “Con semplici calcoli risulta evidente che nella Cittadina Cadignano frazione del comune di Verolanuova, è la peggiore collocazione, già compromessa da disagi dal punto di vista ambientale, per un servizio alle province di Brescia, Cremona, Crema e Mantova.” “È comprensibile che le popolazioni locali siano restie ad accettare la realizzazione di un tempio crematorio nelle vicinanze della propria abitazione senza una corretta informazione sulle tecniche di costruzione, sui modelli di gestione e soprattutto da un serio piano di verifica delle emissioni che dovrebbe essere gestito ed effettuato in primo luogo dall’ARPA o dai Comuni/Province territorialmente competenti. Urge un aggiornamento ai Piani cimiteriali ancora vetusti e poco vivi, oscuri senza quel bello, cioè mancano di creatività-colore e/o del bianco nero. Politicamente corre l’obbligo ricercare una soluzione visto il cambiamento culturale che gli attuali impianti di cremazione presenti nel nostro Paese non bastano a soddisfare le richieste e ad accorciare le liste d’attesa. I Sindaci e le Sindache, per ogni straordinaria opera dovrebbero coinvolgere, raccogliere pareri, idee da parte della cittadinanza e/o architetti, con la sensibilità di coinvolgere le multiculture, in cui sono presenti più popoli o etnie. Dove gli impianti dovrebbero essere collocati, “ridurne al massimo il suo impatto e la sicurezza”, questa sarebbe saggia iniziativa soprattutto motivante e condivisa da tutti, visto che si decide non solo della prima, seconda casa ma, l’ultima eterna casa. Oltre al problema che oramai si riscontra la manifestata esigenza della cittadinanza, ma anche per ridurre la creazione di nuovi campi di inumazione e contenere così il numero di sepolture private multi religiose. Capisco che in alcune Città piccole e grandi nelle prediche si levò alta la reazione di alcuni parroci, che in forni crematori simbolo della lotta nella Terra dei Fuochi: “E se quel forno crematorio, costruito a ridosso di un centro abitato, rientrasse all’interno del lungo elenco delle strutture inquinanti? Un forno crematorio nel nostro paese diverrebbe nel giro di poco tempo attrattore di salme non solo da altri paesi ma dalle grandi città. Allora è su questo che occorre un confronto onesto, pacato e disinteressato. Viviamo in una società multi-religiosa è una constatazione evidente. Negare questo è negare la realtà. È evidente che una comunità attenta ai cambiamenti non può non tener conto di questa mutata realtà, che è destinata ad incidere sulla personalità delle future generazioni. Senza cadere nella banalizzazione o folklorizzazione delle culture. Sul progetto di realizzare la struttura crematoria è la realtà dei fatti che risultare necessario realizzarne più di uno, mantenendo un percorso medio basso, usufruibile a più città, ponendomi la domanda: quanti km. si percorrerebbero in meno, ogni anno, per eseguire tutte le cremazioni nelle varie province, se anziché costruire l’impianto a …? lo si facesse nelle altre sedi (comuni) candidate…? La cremazione infatti non può essere considerata alla stregua della realizzazione di un impianto qualsiasi, collocabile ovunque vi sia un proponente (in questo caso un Comune spinto da qualche società privata), ma deve essere considerato un servizio e come tale e non considerato di serie B. “Spetta alle varie Regioni e Province ricercare un criterio-tramite formule matematiche che interagiscono costantemente negli ecosistemi (o sistemi ambientali). Predisporre un piano con regole ben precise sia per la localizzazione che per la realizzazione, e soprattutto la gestione ed i controlli da effettuare sull’impianto. Dare indicazioni ad una architettura minimalista caratterizza il suo design sia esterno che interno, con grandi vetrate, colori e arredi che permettono con la loro semplicità e sobrietà a chi entra di non avere sensazioni di disagio ma di accoglienza. Dovrebbe essenzialmente i vari passaggi-corpi di fabbrica uniti tra loro da un passaggio che permette di affacciarsi sul verde con notevole effetto. Per l’arrivo con una reception – Ampia e luminosissima locale con bancone e annesso salotto di design. Il personale addetto accoglie e indirizza i convenuti ai vari ambienti a seconda della cerimonia prestabilita. Con possibilità per la famiglia del defunto di offrire ai convenuti, nell’apposito locale caffetteria, un servizio di catering a scelta multi culturale. Il passaggio da Pánta rheî o Panta rei (in greco antico: πάντα ῥεῖ, “tutto scorre”), non deve ridursi a un passaggio di una manciata di minuti veloci per salutarsi e tornare a casa, ai propri impegni, si deve dare la possibilità di un momento di AGGREGAZIONE dando l’opportunità di potersi riunire e ritrovarsi in un ambiente dedicato, accogliente per ricordare con parenti e amici chi ci ha lasciato. Quindi al Sindaco della mia città On. Emilio Del Bono, urge rivedere l’estetica e l’accoglienza del tempio Crematorio e, la sua trasparenza, alla gestione (le ceneri sono del proprio caro)!? “È comprensibile la preoccupazione di noi abitanti vicini al crematorio, gradiremmo una corretta informazione. Urge modifiche Tempio, più accoglienti, e soprattutto da un serio trasparente piano di verifica delle emissioni che dovrebbe essere gestito ed effettuato in primo luogo dall’ARPA (esperta di centraline dell’aria), o dal Comune con personale formato-competenti.
    18 Aprile 2021 (Anno2, Era Covid)
    Celso Vassalini Verdi-Europa – Città di Brescia