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Venerdì in piazza Vittoria “per il ritorno a scuola e la fine della Dad”

(red.) “Studenti, genitori, insegnanti, educatori: tutti uniti nel chiedere il rientro a scuola in sicurezza il più presto possibile e che la scuola riconquisti, nelle parole e nei fatti, la priorità che le spetta nella società”, si legge in un comunicato diffuso da un folto gruppo di associazioni legate al mondo della scuola che hanno indetto per venerdì 26 marzo alle 16 in piazza Vittoria a Brescia un presidio “per chiedere con forza la riapertura in sicurezza delle scuole”.
Promuovono o aderiscono all’iniziativa: Unione degli Studenti Brescia, Priorità alla Scuola Brescia, Comitato Docenti Precari, Coordinamento presidenti di consiglio di istituto Brescia, Cobas scuola Brescia, Kollettivo Studenti in Lotta, Bulls Lavoratori dello Spettacolo Brescia, Presidio Cultura Partecipata, Non sta andando tutto bene, Basta Veleni, Medicina Democratica, Fridays For Future, Forum Salute Mentale Marco Cavallo, Action Aid.

Le ragioni della protesta e della manifestazione? Eccole.
• Perché sono state chiuse troppo in fretta e troppo a lungo (in Lombardia dal 24 di febbraio).
• Perché sono state le prime a chiudere in quasi tutta Italia mentre le principali attività economiche e produttive sono rimaste aperte.
• Perché da un anno la chiusura della scuola è una scelta politica facile e senza costi per lo Stato, che li scarica tutti su genitori e giovani alle prese con crescenti problemi di ritardi nella formazione e di disagio psicofisico.
• Perché i dati disponibili confermano che lo stare in classe non spinge la curva della pandemia, visto che il tasso di positività tra i ragazzi/e è inferiore all’1% dei tamponi (vedi la recentissima ricerca su 7,3 milioni di studenti/esse e 700.000 insegnanti).
• Perché è l’unico luogo ove siano state davvero effettive le azioni di screening, tracciamento e quarantena.
• Perché la Didattica A Distanza è una didattica di Emergenza, non può sostituirsi alla tridimensionalità dell’azione educativa e alla lunga incentiva l’abbandono scolastico, soprattutto all’interno delle famiglie più fragili.
• Perché è ora di smetterla di rubare il tempo – il loro presente e il loro futuro – i bambini, alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze.

“Il rientro da solo non basta”, prosegue il documento, “occorre un piano di investimenti serio e strutturato a favore della scuola con incremento della spesa pubblica annua per l’istruzione portandola almeno ai livelli della media europea, pari al 5% del Pil”.
Queste risorse devono servire innanzitutto:
– a studiare e sviluppare protocolli sanitari chiari;
– a potenziare trasporti pubblici, che risultano cruciali nella mobilità dei ragazzi/e in particolare degli Istituti Superiori;
– a intervenire massicciamente nell’edilizia scolastica per avere spazi idonei a una scuola in presenza e in sicurezza;
– a garantire la continuità didattica attraverso assunzioni stabili e nomine di docenti prima dell’avvio dell’anno scolastico;
– a ridurre il numero massimo di alunni/e per classe (per garantire un opportuno distanziamento e dare attenzione alla qualità dell’insegnamento);

“La scuola non è considerata come una priorità” commenta Unione degli studenti.  “La formazione di individui critici e consapevoli è stata messa in secondo piano rispetto a interessi economici e profitto nel breve termine. Vogliamo un’apertura in sicurezza e per non essere mandati allo sbaraglio ma servono i giusti investimenti su trasporti, edilizia scolastica e tracciamento, investimenti che devono rimanere per garantire il diritto allo studio anche per il futuro. Fondamentale è anche un ripensamento della didattica con lezioni più partecipate dagli studenti e programmi aggiornati, vogliamo un sistema di valutazione che non incaselli gli studenti con dei numeri ma che li aiuti a conoscersi meglio”.

“Il malessere è diffuso e la situazione di difficile gestione” rincarano i genitori e gli insegnanti che aderiscono a Priorità alla Scuola: “A Brescia le scuole sono state chiuse dalla Regione senza alcun preavviso e senza che questo abbia influenzato positivamente l’andamento dei contagi. I bambini e i ragazzi sono allo stremo e nonostante gli sforzi di tanti insegnanti, portare avanti l’attività didattica a distanza risulta inefficace sul lungo periodo. Per non parlare della fascia nidi e materne, privata di qualsiasi contatto con l’esterno”.

Durante la manifestazione di venerdì interverranno tutti i promotori dell’iniziativa, a testimonianza che la scuola non solo è sicura, ma è un bene comune. Agli interventi si alterneranno inoltre performance teatrali in collaborazione con il gruppo Presidio di Cultura Partecipata che commenta: “Noi siamo in piazza ogni sabato, molti di noi sono genitori, insegnanti, educatori, per questo abbiamo aderito immediatamente alla proposta di manifestazione. Del resto quanto avremo bisogno di fare, sperimentare arte e cultura per metabolizzare quest’anno terribile? La scuola deve essere riconosciuta nel suo ruolo centrale per tutta la società nella ripartenza post Covid”.
La manifestazione si svolgerà in maniera statica, nel pieno rispetto delle normative anticovid.

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