Non Una Di Meno: “L’8 marzo ci vietano Piazza Loggia, ma la protesta non si ferma”

Il movimento bresciano femminista e transfemminista ha fissato la manifestazione per lunedì alle ore 16,30 in piazzetta Bella Italia.

(red.) “Il 28 maggio 1974 una bomba fascista e di Stato scoppia in Piazza della Loggia, uccidendo 8 persone e ferendone altre 100. Perdono la vita Giulietta Banzi Bazoli, Livia Bottardi, Alberto Trebeschi, Clementina Calzari, Euplo Natali, Luigi Pinto, Bartolomeo Talenti, Vittorio Zambarda”, si legge in un comunicato della rete bresciana Non Una Di Meno. “Piazza della Loggia è sempre stata il cuore delle proteste e della partecipazione popolare alla vita pubblica della città. Dal 28 maggio 1974 diventa inevitabilmente il centro delle lotte femministe, antifasciste e sociali. Anche per il movimento femminista e transfemminista Non Una Di Meno questa piazza possiede un alto valore simbolico e da qui la volontà di attraversarla con i propri corpi, con le proprie idee e lotte, malgrado i continui divieti da parte delle amministrazioni locali”.

“Mentre le istituzioni, in coro, si riempiono la bocca di parole contro la violenza sulle donne“, contiunua il documento, “per il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica di Brescia (formato da amministrazione comunale, forze dell’ordine e prefettura) la giornata di sciopero globale femminista e transfemminista dell’8 marzo, lanciato dalla rete Non Una Di Meno, contro la violenza sulle donne e contro la violenza di genere e del genere non potrà tenersi in Piazza della Loggia. Il questore di Brescia, infatti, ci ha notificato il divieto di utilizzo della piazza, con la seguente motivazione: ‘tenuto conto della direttiva emessa dal prefetto su conforme parere del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica sulla necessità di mantenere a Brescia la destinazione di Piazza della Loggia alle esclusive celebrazioni di carattere istituzionale”.

“Riteniamo questa motivazione assolutamente illegittima”, scrive Non Una Di Meno, “perché ai sensi dell’art. 18 comma 4 del Tulps il questore solo ed esclusivamente ‘per ragioni di ordine pubblico, moralità e sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo e può, per le stesse ragioni, prescrivere modalità di tempo e di luogo della riunione’. Questi sono gli unici motivi per cui il diritto costituzionalmente garantito di manifestare può essere limitato. A Brescia, però, per le istituzioni locali le regole non valgono e possono permettersi di utilizzare Piazza della Loggia come il proprio giardino di casa, esclusivamente per le celebrazioni di carattere istituzionale, sottraendola, così, alle sue cittadine e ai suoi cittadini. Vogliamo fare presente con forza che il divieto di attraversare Piazza della Loggia offendela sensibilità e la memoria di chi il 28 maggio 1974 ha visto il fumo dell’esplosione, il sangue delle compagne e compagni e la conseguente risposta collettiva antifascista durata 30 giorni. Essenziale è il nostro sciopero, essenziali sono le nostre lotte!”

“L’otto marzo ci verrà impedito di essere in Piazza della Loggia”, continua la nota, “ma non per questo rinunceremo a invadere lo spazio pubblico. Ci teniamo a precisare che la salute collettiva è al centro del nostro pensiero e del nostro agire politico. Siamo consapevoli della situazione di emergenza che stiamo vivendo e, perciò, quando siamo scese in piazza lo abbiamo sempre fatto nel rigoroso rispetto delle norme anti-Covid e della salute collettiva. Dall’1 gennaio 2021 al 4 marzo 2021 sono già 16 le donne uccise da chi, a diverso titolo, diceva di amarle. Durante il 2020 a perdere il lavoro sono state 444mila persone, di cui il 70% sono donne. Solo nel mese di dicembre, su 101mila posti di lavoro persi 99mila sono quelli di donne. Il lavoro femminile nel settore produttivo è caratterizzato dal precariato e da salari più bassi, turni sfiancanti e molestie sul lavoro. Per le donne migranti la situazione è aggravata dal fatto, inaccettabile, che il loro permesso di soggiorno sia legato al posto di lavoro. Molte donne, ancora, sono state costrette a licenziarsi per farsi carico dei/delle figl* in d.a.d e delle persone anziane o malate. La pandemia, infatti, ha reso il lavoro riproduttivo e di cura ancora più pesante e opprimente. Siamo costrette in casa, ma la casa non sempre è un posto sicuro per le donne e le soggettività lgbtqia+”.

“Per tutte queste motivazioni e per tante altre l’8 marzo noi scioperiamo. Alla prospettiva, che si sta profilando, di un piano di ricostruzione patriarcale e confindustriale, opponiamo un piano femminista di trasformazione sociale: un salario minimo europeo e reddito di autodeterminazione, socializzazione della cura, welfare universale e non familistico, un permesso di soggiorno europeo non condizionato dal lavoro e dalla famiglia, diritto alla salute e all’autodeterminazione, priorità della salute eco-sistemica rispetto ai profitti. L’8 marzo ci troveremo tutte, tutti e tuttu in Piazzetta Bell’Italia perché essenziali sono le nostre vite, essenziale è il nostro sciopero, essenziali sono le nostre lotte.
Questo il link dell’evento con le informazioni utili per partecipare.

Commenti

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  1. Celso Vassalini
    Scritto da Celso Vassalini

    L’8 marzo per insegnare ai bambini il rispetto delle donne. Femminicidi e discriminazione sono triste realtà ogni giorno in tutto il mondo. A volte quella che viene proposta come “una leggerezza” nasconde in realtà un atto di violenza. Oggi è l’8 marzo, giornata in cui si celebrano le conquiste sociali e politiche delle donne. Un pensiero, mi sia consentito, lo rivolgo alla memoria di tutte le donne oggetto di violenza fisica e morale, alle tante vittime di femminicidio di cui la cronaca puntualmente registra episodi a catena. Il compito di noi genitori è educare i bambini al rispetto di tutti: donne, uomini, animali e natura. Ma fino ad ora dai risultati sembra che sia stato fatto un pessimo lavoro. Cerchiamo quindi di essere genitori migliori rispetto alle generazioni passate, urliamo nelle nostre case che non si può usare la violenza, che l’ossessione di avere soldi e potere non può calpestare la vita degli altri – e di interi popoli come succede nelle guerre, che la natura va rispettata, così come i diritti di ogni singolo individuo su questo bellissimo pianeta “madre terra” che stiamo distruggendo. “Donne, oppresse e sfruttate, madri amorevoli protettive, rivoluzionarie e coraggiose, talentuose e ispirate, Donne attrici, Donne poetesse, Donne in carne, gioiose, complessate, Donne di casa, regine dei fornelli, Donne giovani e Donne mature, Donne dalla dignità perduta e ritrovata, Donne guerriere e Donne fragili… Donne raccontate nei testi dei più grandi Cantautori, descritte dalle voci delle interpreti più espressive…”. Ed è nell’essere così flessibili, dinamiche e duttili, nella capacità di incidere a così tanti livelli della nostra quotidianità, che risiede la straordinaria forza delle donne. In tale scenario così ampio di figure femminili a cui ispirarci, propongo al Sindaco e al Consiglio Comunale, di dedicare un tributo (una gigantografia della Vittoria Alata in Piazza Vittoria) alle dottoresse, alle ricercatrici, alle infermiere, a tutte le donne impiegate nell’ambito sanitario, nel Volontariato, nelle forze dell’ordine, nel giornalismo e anche alle nostre rappresentanti in vari organismi Istituzionali e rappresentativi, espressione democratica del popolo. La capacità, tutta femminile, di coniugare competenza ed empatia, pragmatismo e sensibilità, senso del dovere ed attenzioni, è semplicemente decisiva in queste complesse settimane. Quindi grazie, Donne. Come sempre. Ma oggi un po’ di più. Grazie alle Bresciane e Bergamasche, per aver portato, in famiglia, quell’armonia, quella dolcezza, quei sorrisi, così vitali in momenti di incertezza. Con un pensiero speciale a tutte quelle donne che riescono nell’impresa di conciliare egregiamente gli impegni professionali e le incombenze da Mamma. Un augurio a tutte le mie concittadine, siano esse lavoratrici, mamme, casalinghe, professioniste, sempre attente a non venir meno alle responsabilità quotidiane. Il mio auspicio è che sempre più donne partecipino in maniera diretta alla vita culturale, economica e sociale della nostra Brixia, la loro presenza potrà contribuire a renderla una città migliore. “Una gigantografia della Vittoria Alata in piazza Vittoria per la vita e non l’attuale pipistrello-batman”. E quale migliore “iniezione di luce, di significato, di ripacificare la storia tra i vinti e i vincitori” potremmo trasferire se non quella di condividere con la nostra comunità la nascita di una nuova vita?
    Buon otto Marzo!
    Celso Vassalini