Ciclo idrico, 430 milioni di interventi in 4 anni. Dibattito su punti acqua

Ieri la presentazione del piano da parte dell'ufficio d'Ambito. Punti acqua saranno accessibili a pagamento?

(red.) Quella di ieri, martedì 2 febbraio, è stata una giornata importante dal punto di vista del ciclo idrico in provincia di Brescia. Proprio ieri l’Ufficio d’Ambito di Brescia tramite il direttore Marco Zemello ha presentato all’assemblea dei sindaci gli investimenti che saranno effettuati. Interventi da 430 milioni di euro che saranno svolti fino al 2023 per ridurre le perdite di acqua negli acquedotti e realizzare sistemi di fognature e depurazione con cui evitare anche le procedure di infrazione europee. In ogni caso, ieri mancava il quorum tra i partecipanti e quindi non c’è stato alcun voto.

Di conseguenza, il documento sarà esaminato dal Consiglio provinciale per il via libera. Gli investimenti previsti nei prossimi quattro anni porteranno in media a un aumento della tariffa da parte dei gestori tra A2A Ciclo Idrico e Acque Bresciane che detengono la maggior parte dei servizi nei Comuni. Per quanto riguarda i 430 milioni, si parla di 160 per l’acquedotto, oltre 126 per la rete fognaria, 128 per i depuratori e quasi 15 milioni per l’efficenza. Nei dettagli, A2A Ciclo Idrico potrà investire quasi 200 milioni e gli altri da Acque Bresciane.

L’assemblea di ieri ha dato anche l’occasione per affrontare un dibattito che si è aperto nei giorni precedenti, cioé l’opportunità che l’accesso ai punti acqua pubblici distribuiti nei vari paesi sia a pagamento invece che gratuiti come lo sono attualmente. Si parla di 127 fontane in 114 paesi bresciani. Ma non tutti i sindaci sono d’accordo sulle proposte. C’è chi punta a mantenere le attuali condizioni di gratuità, chi propone una compartecipazione dei costi da parte dei Comuni o la ricerca di uno sponsor che possa coprire i costi di gestione mantenendo l’accesso gratuito.

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