Omotransfobia, progressisti bresciani contro il centrodestra

Una mozione contro il ddl Zan presentata in Loggia da Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Gruppo misto ha l'effetto di compattare il fronte opposto.

(red.) “Lascia interdetti la presentazione di una mozione contro il disegno di legge su omotransfobia e misoginia al Comune di Brescia da parte del centrodestra . Sottoscritta da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Gruppo misto, essa potrebbe essere discussa già nel consiglio comunale di lunedì prossimo”. Lo scrivono in un comunicato congiunto le forze di area progressista di Brescia e provincia, che si schierano compatte contro una mozione unitaria di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Gruppo misto, che di fatto vorrebbe schierare’il comune contro il ddl Zan, in discussione alla Camera, conosciuto come il disegno di legge contro l’omotransfobia.

“Il contrasto a ogni forma di violenza basata su sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere”, si legge nella nota del centrosinistra, “dovrebbe essere patrimonio condiviso di una società inclusiva nei confronti di tutte le differenze che la vivono. In nome d’una malintesa libertà di opinione le destre bresciane sono partite per una crociata del tutto anacronistica, chiedendo al Parlamento di non approvare una legge che punisce i reati d’odio, diffonde la cultura dell’uguaglianza e istituisce presìdi di protezione per le vittime”.

“La libertà di opinione, garantita dalla nostra Costituzione, non può e non deve mai trasformarsi in insulto, minaccia e offesa”, prosegue il documento. “Il testo di legge in discussione alla Camera punisce queste ultime, non certo le opinioni su matrimonio e genitorialità, che restano libere e oggetto di confronto. Non c’è alcuna condanna a sei anni per le idee contrarie, come scrivono i consiglieri nella mozione. Sarebbe opportuno conoscere ciò che si critica o almeno aver letto prima il testo del disegno di legge”.

“La cronaca quotidiana purtroppo ci mostra come sia invece urgente approvare una legge che inserisca omotransfobia e misoginia fra i crimini d’odio come reato specifico a tutela delle troppe vittime di violenza e discriminazione. Da parte nostra, chiediamo al Parlamento di fare presto e fare bene nell’iter di approvazione del ddl Zan, al Consiglio comunale di Brescia di bocciare senza esitazioni la mozione contraria e al centrodestra di raggiungerci in questo secolo”.

I firmatari: Luca Trentini – Sinistra italiana, Michele Zanardi – Partito democratico, Sara Bodon e Giorgio Ferrari – Italia Viva, Stefano Bonometti – Psi, Marco Apostoli – Provincia Bene comune, Paolo Pagani – Articolo 1, Fiorenzo Bertocchi – Rifondazione comunista, Fulvio Berardi – Volt, Davide Danesi – Azione, Marco Olivetti – Radicali Brescia, Cristina Bagnoli, Veronica Pede, Elena Buratti – +Europa, Salvatore Fierro – Federazione dei Verdi Europa Verde, Sergio Aurora – Sarezzo bene comune, Mafalda Gritti – Brescia per passione, Marsilio Gatti – Villa Carcina bene comune, Mara Galanti – SìAmo Castenedolo, Cristiana Manenti – Brescia per Mediterranea, Pietro Garbarino – Libertà e Giustizia, Carla Ferrari Aggradi – Associazione Marco Cavallo.

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