Verbali Cts sul coronavirus, non ci sono quelli sulle mancate zone rosse

Il sindaco di Orzinuovi, il senatore Gianpietro Maffoni, ha annunciato un'interrogazione a un question time.

(red.) Nella giornata di ieri, giovedì 6 agosto, sono stati desecretati alcuni verbali relativi al confronto tra il Comitato tecnico scientifico e il Governo sull’opportunità, tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo, nel pieno dell’emergenza pandemica sanitaria da coronavirus, di istituire una serie di zone rosse e chiusure. Sul sito internet della Fondazione Einaudi sono stati pubblicati alcuni di questi verbali (qui disponibili), mostrando come il 7 marzo il Cts proponesse al Governo di istituire due livelli di contenimento differenziati tra i focolai nel nord Italia e il resto del Paese.

Ma in seguito, con la decisione e il dpcm del 9 marzo, venne scelto dall’esecutivo il lockdown totale. Peccato che tra i verbali pubblicati non ci sia quello del 2 marzo, fondamentale per Alzano Lombardo e Nembro, nella bergamasca e per Orzinuovi, nella bresciana. Infatti, risalgono proprio a quei momenti i vertici sulla possibilità di attivare le zone rosse. E in seguito, come detto, arrivò il lockdown totale con la chiusura di tutte le attività considerate non essenziali. E dal Comitato tecnico scientifico emerge come già dal 28 febbraio si chiedessero misure più restrittive per la Lombardia, l’Emilia-Romagna e il Veneto.

Un atto, quello di rendere pubblici alcuni verbali, che però non soddisfa per niente il territorio bresciano. Come è noto, l’Istituto Superiore di Sanità aveva proposto proprio le zone rosse tra Alzano, Nembro e Orzinuovi in una riunione del 2 marzo. Ma di quei momenti non si sa nulla perché non è stato pubblicato il verbale. Tanto che il sindaco di Orzinuovi Gianpietro Maffoni aveva depositato un’interrogazione parlamentare e lui, da senatore, ha annunciato di volerla riproporre a un question time. E sulle zone rosse lombarde e bresciane anche la Lega ha annunciato un’interrogazione. In particolare, si vuole capire cosa successe in quei sei giorni di continui rinvii tra le richieste di zone rosse localizzate e, invece, il lockdown totale che arrivò in seguito.

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