Donne discriminate al lavoro, firmato un nuovo protocollo d’intesa

Nel bresciano occupazione più bassa rispetto alla Lombardia. E stipendio fino a un quarto in meno di uomini.

(red.) Nella giornata di ieri, giovedì 2 luglio, la consigliera di Parità della Provincia di Brescia Nini Ferrari e la direttrice dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro Loredana Pagnozza hanno firmato un nuovo protocollo d’intesa, della durata di quattro anni, per contrastare ogni forma di discriminazione delle donne sul posto di lavoro. Un documento che si ispira anche ai dati allarmanti, con il rischio di aggravarsi a causa della pandemia, sulla differenza di trattamento, anche a livello di stipendio, tra uomini e donne.

E la nostra provincia ha una sorta di record negativo rispetto all’intera Lombardia, visto che il tasso di occupazione delle donne è del circa 56% rispetto a oltre il 60% lombardo. Mentre gli uomini lavorano per il 78% nel bresciano, a fronte di un 76% di media a livello lombardo. Questo è quanto emerge dai dati Istat del 2019 sottolineando anche quasi il doppio della disoccupazione tra il tasso del 6,5% per le donne e il 3,5% per gli uomini.

Dalla firma di ieri sul protocollo d’intesa è anche emersa l’esigenza di un tavolo di lavoro al quale riunire anche la Camera di Commercio, i sindacati e le associazioni dei datori di lavoro per chiedere un cambio di passo e di mentalità. Per esempio, si è anche verificato che nel bresciano una donna può incassare di stipendio anche fino a un quarto in meno rispetto a un uomo e a parità di mansione. Su questo fronte il protocollo stilato consentirà di segnalare eventuali episodi di discriminazione, senza dimenticare, come sottolineato dall’incontro di ieri, che una donna indipendente può essere meno a rischio di subire violenze.

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