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Misure per la famiglia dopo l’emergenza Covid, via libera dal CdM

Ieri il Consiglio dei Ministri ha varato il ddl Family Act. Entro un anno il lancio di un assegno universale.

(red.) Nella giornata di ieri, giovedì 11 giugno, a Palazzo Chigi si è svolta una riunione del Consiglio dei Ministri per approvare, tra i vari punti all’ordine del giorno, anche un disegno di legge con all’interno una serie di misure dedicate alle famiglie in questo periodo di emergenza, soprattutto economica, dopo quella sanitaria dovuta al coronavirus. E al termine della riunione, il premier Giuseppe Conte con i ministri alle Pari Opportunità e Famiglia Elena Bonetti e al Lavoro e Politiche sociali Nunzia Catalfo hanno presentato gli interventi. Il testo del disegno di legge dedicato alle famiglie e chiamato “Family Act” delinea la cornice normativa e le scadenze temporali entro le quali il Governo sarà chiamato ad approvare i decreti legislativi di attuazione della delega, con l’obiettivo di sostenere la genitorialità e la funzione sociale ed educativa delle famiglie, contrastare la denatalità, valorizzare la crescita armoniosa delle bambine, dei bambini e dei giovani e favorire la conciliazione della vita familiare con il lavoro, in particolare quello femminile.

Nell’esercizio delle deleghe previste – si legge nella nota diffusa al termine della riunione – il Governo dovrà attenersi a diversi principi e criteri direttivi. Assicurare l’applicazione universale di benefici economici ai nuclei familiari con figlie e figli, secondo criteri di progressività basati sull’applicazione di indicatori della situazione economica equivalente (Isee), tenendo anche conto del numero delle figlie o dei figli a carico. Promuovere la parità di genere all’interno dei nuclei familiari, favorendo l’occupazione femminile, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno, anche attraverso la predisposizione di modelli di lavoro volti ad armonizzare i tempi familiari di lavoro e incentivare il lavoro del secondo percettore di reddito.

Affermare il valore sociale di attività educative e di apprendimento, anche non formale, dei figli, attraverso il riconoscimento di agevolazioni fiscali, esenzioni, deduzioni dall’imponibile o detrazioni dall’imposta sul reddito delle spese sostenute dalle famiglie o attraverso la messa a disposizione di un credito o di una somma di denaro vincolata allo scopo. Prevedere l’introduzione di misure organizzative, di comunicazione e semplificazione che favoriscano l’accesso delle famiglie ai servizi offerti e la individuazione degli stessi.

Le principali scadenze temporali previste per l’adozione dei singoli provvedimenti attuativi sono entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge di delega un decreto legislativo istitutivo dell’assegno universale recante il riordino e la semplificazione delle misure di sostegno economico per le figlie e i figli a carico, nonché uno o più decreti legislativi per la istituzione e il riordino delle misure di sostegno all’educazione delle figlie e dei figli. Entro ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi di potenziamento, riordino, armonizzazione e rafforzamento della disciplina inerente i congedi parentali, gli incentivi al lavoro femminile, le misure di sostegno alle famiglie per la formazione delle figlie e dei figli e per il conseguimento dell’autonomia finanziaria.

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