Dopo lockdown, un bresciano su tre rinuncia a fare acquisti

Crolla il mercato dell'auto. Incertezza nel lavoro pesa sul ritorno ai negozi, ristoranti e alle vacanze (turismo).

(red.) Oltre due mesi di lockdown si sono conclusi e la maggior parte delle attività commerciali e produttive che hanno potuto riaprire lo hanno fatto. Ma quale sarà lo scenario tra i consumatori e i clienti nei mesi successivi a maggio? Questo emerge dallo studio “Covid-19. Il consumatore riluttante: attese, preoccupazioni e trend” di Bain & Company su Italia, Svezia, Germania, Francia e Gran Bretagna e di cui il Giornale di Brescia riporta alcuni contenuti. Soprattutto per quanto riguarda il nostro territorio della provincia, visto che un bresciano su tre rinuncia allo shopping e ritiene che non si potrà più tornare allo stile di vita precedente al virus.

Una condizione che si riflette anche nei consumi, già crollati a partire dal mercato delle auto che ha visto nel mese di aprile l’acquisto di soli 96 veicoli rispetto ai 520 di marzo. Il lockdown ha fatto rendere conto che ci sono molte cose extra e non indispensabili, quindi rinviabili. E questo si riflette sui ristoranti che restano vuoti e con pesanti ripercussioni sul turismo. Di questo scenario drammatico conoscono i dettagli anche le associazioni di categoria tra Ascom Brescia e Confesercenti.

Carlo Massoletti, presidente del primo ente, parla di rallentamento nei consumi a causa dell’incertezza, soprattutto economica e sperando in nuove misure da parte del Governo e dell’Europa a fronte del fatto che numerosi cittadini stanno affrontando periodi di cassa integrazione e posti di lavoro incerti. Sulla stessa onda anche il presidente della Confesercenti Lombardia Alessio Merigo che fa anche notare come lo shopping online, preferito per forza di cose durante il lockdown, possa attirare anche nel periodo successivo quanti lo hanno sperimentato per la prima volta. E quindi penalizzando i negozi tradizionali. Secondo lo stesso studio, si potrebbero vedere segni di ripresa solo nel prossimo periodo natalizio e con effetti più marcati nel 2021.

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