Coronavirus, lo dice anche l’Inps: nel bresciano triplo dei morti

A livello nazionale l'istituto registra quasi 19 mila vittime in più in due mesi rispetto ai dati della Protezione Civile.

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(red.) 2.639 deceduti. E’ il dato totale aggiornato alle ultime 24 ore precedenti a venerdì 22 maggio in provincia di Brescia (Ats di Brescia e della Montagna) relativo alle morti confermate da coronavirus. Nelle scorse settimane le varie anagrafi comunali e così come l’Istat avevano certificato percentuali di aumento imponenti delle vittime rispetto agli ultimi anni. E nelle ultime ore, giovedì 21 maggio, ci ha pensato anche l’Inps a confermare questo dato.

In particolare, nella nostra provincia il numero dei decessi nell’arco di marzo e aprile è triplicato rispetto a un normale periodo. E a Brescia si aggiungono anche Bergamo, Cremona, Lodi e Piacenza che hanno una percentuale del +200% per quanto riguarda le vittime. L’istituto nazionale di previdenza considera quindi poco attendibile il dato, fornito dalla Protezione Civile, dei quasi 28 mila deceduti confermati per il Covid in questo periodo dell’anno.

Tanto che lo stesso Inps parla di 46 mila decessi in più dall’1 marzo al 30 aprile. Cioé quasi 19 mila in più rispetto ai dati della Protezione Civile. A cosa sono dovuti? Il fatto che arrivino proprio dal nord Italia e riguardino uomini (i più colpiti) tra le province più martoriate fa ritenere che buona parte di quelle vittime siano collegate al virus.

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