Documento di bar e ristoranti: proposte con richieste di aiuto

Scrivono al Comune, alla Regione e al Governo per misure dedicate insieme a Bergamo tra i territori più colpiti.

(red.) Sabato 2 maggio la Digos di Brescia è stata chiamata a muoversi in città per bloccare un flashmob improvvisato da parte di titolari di bar e ristoranti che chiedono aiuto per tornare a lavorare. Al momento possono operare solo il servizio d’asporto o a domicilio e riprendere l’attività diretta sul posto ai clienti solo dall’1 giugno (questa è la data prevista attualmente). Ma gli stessi gestori sanno che, quando ripartiranno, avranno incassi decisamente inferiori a causa delle misure di sicurezza da far rispettare, con meno clienti e più costi per adeguare i locali.

Loro stessi, prima che lo facesse il Governo, avevano deciso di chiudere le proprie attività “per senso di responsabilità”. E ora hanno scritto un documento che verrà presentato al Comune, alla Regione Lombardia e al Governo con una serie di proposte. L’idea è quella di rendere Brescia e Bergamo, i due territori più colpiti a livello nazionale, con tutele dedicate rispetto al resto del panorama.

Quindi, test sierologici e tamponi per i lavoratori prima di ripartire, subito la cassa integrazione, altri ammortizzatori fino a dicembre, aiuti economici a chi non licenzia e punta a digitalizzare, niente bollette fino a settembre e niente tasse e tariffe fino a dicembre, insieme ai plateatici. Infine, pedonalizzare il centro storico tre giorni alla settimana per concedere alle attività di allargarsi all’aperto. Di questo se ne parlerà certamente anche nel Consiglio comunale che torna oggi, lunedì 4 maggio, alle 14,30 in videoconferenza.

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