Caccia, dal Pirellone niente roccoli né deroghe

Il Consiglio lombardo ha approvato le pregiudiziali: illegittimi i due atti che erano richiesti dalle doppiette. Animalisti esultano, cacciatori attaccano.

(red.) E’ stata una giornata per certi versi storica quella che si è celebrata ieri, martedì 2 ottobre, in Regione Lombardia. Il Consiglio del Pirellone, mentre all’esterno erano presenti diverse associazioni contrarie alla caccia, era stato chiamato a valutare due proposte di legge per le doppiette. Da una parte riaprire i roccoli e catturare uccelli da usare come richiami vivi, dall’altra la caccia in deroga per fringuelli e peppole. Ma i due provvedimenti non sono stati nemmeno affrontati nel merito, visto che è stato chiesto di votare le pregiudiziali di costituzionalità.

In pratica, valutare se i due atti richiesti dagli appassionati di caccia (compresi quelli bresciani, tra i più numerosi in Lombardia) fossero legittimi. Così gli ambientalisti, il Movimento 5 Stelle, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa e diverse su una petizione sul rischio di incorrere nelle sanzioni dell’Unione europea hanno portato il Consiglio a spaccarsi. E con voto segreto sono state approvate le pregiudiziali che di fatto hanno riconosciuto non costituzionali i due atti. E così i cacciatori restano con un pugno di mosche in mano, attaccando i consiglieri “che a parole dicono di essere a nostro favore, ma negli atti concreti non lo fanno”.

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