Unioni civili, via libera anche dalla Loggia

Il comune di Brescia applica la legge che ufficializza le coppie omosessuali. Le cerimonie celebrate da un ufficiale di stato civile con la fascia tricolore.

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(red.) La riunione della giunta municipale di Brescia tenuta nella mattinata di questo martedì 23 agosto ha stabilito di dare il via libera alle unioni civili. Anche Palazzo Loggia ha quindi definito le modalità di applicazione della legge, decidendo che le cerimonie si svolgeranno due giorni alla settimana, una al mattino e una nel pomeriggio in Loggia e in Broletto, i due edifici storici del Comune cittadino. Il celebrante indosserà la fascia tricolore, proprio come per i matrimoni civili.
Ricordiamo che la nuova legge regolamenta l’unione civile tra persone dello stesso sesso: le coppie omosessuali, definite “specifiche formazioni sociali”, possono quindi usufruire del nuovo istituto giuridico di diritto pubblico chiamato unione civile.
La legge prevede che l’unione civile possa avvenire tra due persone maggiorenni e di fronte a un ufficiale di stato civile alla presenza di due testimoni venendo registrata nell’apposito archivio dello stato civile.
Non sono previste le pubblicazioni.
L’ufficiale di stato civile dovrà compilare un certificato con i dati anagrafici delle parti, il regime patrimoniale che hanno scelto e la residenza.
Le parti possono decidere per la durata dell’unione un cognome comune, scegliendolo tra i loro cognomi e anche anteponendo o posponendo il proprio cognome se diverso. Non è possibile avere accesso alle adozioni.
Per il resto la legge estende alle coppie dello stesso sesso i diritti previsti dal matrimonio civile, anche se si tratta di un legame diverso dal matrimonio fra eterosessuali.
Stesso discorso sotto il profilo economico: i partner dell’unione civile possono infatti essere riconosciuti come veri e propri coniugi in caso di malattia e ricovero e perfino in caso di morte. In questa circostanza, inoltre, il partner superstite avrà diritto alla pensione di reversibilità, al Tfr dell’altro e anche all’eredità nella stessa quota prevista per i coniugi di un matrimonio.
Alle coppie unite civilmente si applica il regime della comunione dei beni, sempre che non optino espressamente per la separazione dei beni.
Ma se il rapporto finisce? Per concludere un’unione civile basta che anche uno solo dei due partner presenti una comunicazione all’ufficiale di stato civile con la volontà di sciogliere il legame.
Dopo tre mesi dalla presentazione di questa comunicazione si può chiedere il divorzio vero e proprio, da definire per via giudiziale oppure attraverso la negoziazione assistita o con un accordo sottoscritto davanti all’ufficiale di stato civile.
In caso di divorzio il partner più debole ha diritto agli alimenti, oltre che all’assegnazione della casa. Dalle cause di scioglimento dell’unione civile è esclusa la mancata consumazione del rapporto.
Non possono contrarre unioni civili le persone che sono già sposate o hanno già in corso un’unione civile con qualcun altro; i parenti; gli interdetti per infermità mentale; i condannati in via definitiva per l’omicidio o il tentato omicidio di un precedente coniuge o contraente di unione civile; quelle il cui consenso all’unione è stato estorto con violenza o determinato da paura.

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