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Digital Champions per svecchiare Brescia

Approda nella nostra provincia un nuovo metodo di dibattito tecnologico. E' la gente a proporre le priorità "per fare rete".

digital-champions-Brescia(red.) Rispondere alle necessità del territorio. Proporre soluzioni tecnologiche a vantaggio dei cittadini. Fungere da supporto d’indirizzo per gli investimenti delle istituzioni pubbliche. Anche a Brescia, come in altre 100 città, è stato nominato il digital Champion. Si tratta di una figura istituita dalla comunità europea, che viene nominata direttamente dalla presidenza del consiglio dei ministri. Nella nostra provincia è stata scelto il profilo di Raimondo Bruschi, già presidente di Brescia Smart City.
Il Digital Champion non è retribuito, non ha staff e non ha budget. Ma ciò nonostante, in molti Paesi europei sta riuscendo a portare a segno risultati molto importanti, creando reti di persone attorno a progetti in particolare di alfabetizzazione digitale.
“Come Provincia di Brescia”, ha spiegato Raffaele Gareri, direttore dell’area Innovazione di Palazzo Broletto nel corso della conferenza stampa di lunedì primo dicembre, “appoggiamo al 100% il progetto del Digital Champion, che ha il compito di rafforzare la tecnologia digitale sul territorio. Anche noi, come ente locale, da anni ci stiamo muovendo per offrire servizi tecnologici a cittadini e imprese. Un esempio è la banda larga. Speriamo che con questo metodo si possano aiutare anche i piccoli comuni, spesso più isolati rispetto ad altre realtà urbane”.
Nei prossimi giorni, dunque, sulla pagina DigitalchampionsBrescia, sarà possibile partecipare alla crescita del progetto, proponendo argomenti e partecipando ai forum che, certamente, verranno organizzati”. “L’idea”, ha spiegato Bruschi, diventato ormai una sorta di ambasciatore tecnologico, “è quella di raccogliere le necessità della gente, e portarle all’attenzione degli enti, costruendo però delle soluzioni sostenibili e intelligenti. Dunque certamente la connettività, a 360 gradi però, sarà uno dei temi principali delle discussioni”.
Come prima cosa, è necessario trovare persone interessate a condividere passioni e necessità. “Una delle nostre priorità”, ha aggiunto Bruschi, “è la partecipazione dei cittadini. Invito tutte le persone interessate a dare la propria disponibilità, così riusciremo a raccogliere stimoli capillari sul territorio, e potremo meglio conoscere esigenze e problematiche”. Anche gli enti locali possono partecipare, “e come Provincia”, ha commentato Pier Luigi Mottinelli, numero uno di Palazzo Broletto, “abbiamo anche degli esempi virtuosi di sistemi in grado di fare rete. Penso ai comuni della Valcamonica e della Valsabbia, che con le comunità montane sono stati in grado di offrire soluzioni e servizi diminuendo le attese e abbattendo i costi”.

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