Anche gli Erasmus alle urne, ma per finta

Migliaia di ragazzi all'estero per motivi di studio, tra cui un centinaio bresciani, non potranno votare. Cancellieri: "Ferita aperta".

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(red.) E il voto degli studenti Ersasums?
Dopo l’ondata di rivolte da parte di migliaia di studenti (un centinaio quelli che da Brescia sono partiti per le capitali europee a settembre 2012), esclusi dalle categorie di italiani all’estero ammessi al voto, il governo aveva provato a cercare una soluzione. Ma, come aveva spiegato lo stesso ministro Annamaria Cancellieri, all’apertura dell’anno accademico di Brescia, i tempi troppo stretti e la rigidità normativa avrebbero reso difficile la risoluzione del problema. Che, in effetti, non è stato risolto, tanto che oggi, in molte città europee, i ragazzi hanno organizzato banchetti simbolici per andare comunque a votare.
Nel pomeriggio di lunedì, dovrebbero arrivare anche i risultati delle loro consultazioni, che ovviamente non concorreranno all’elezione del nuovo parlamento. Il ministro Cancellieri ha spiegato, comunque, che il voto all’estero è da riformare, e che quella degli Erasmus resta una ferita aperta. Intanto, però la polemica degli studenti all’estero ha acceso la miccia, ed iniziano a levarsi le voci anche di altri italiani (molti anche a Brescia), che per motivi di lavoro o di studio, non vivono nei paesi di residenza: pur essendo in Italia, neanche loro potranno andare alle urne.

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