Immigrati: più radicati, ma più in difficoltà

Secondo l' Annuario Cirmib 2011/2012 incrementano le presenze nel territorio provinciale, ma cala il numero di chi ha un lavoro stabile e di chi possiede una casa.

(red.) L’immigrazione? Non deve essere ridotta ad un problema di numeri. Sembra essere questa la sollecitazione che emerge dall’Annuario Cirmib 2011/2012 presentato mercoledì pomeriggio nella sede dell’Università Cattolica di Brescia, in via Trieste.
Curato da Elena Besozzi e Maddalena Colombo, pubblicato dalla casa editrice dell’Università Cattolica, lo studio del centro interuniversitario di iniziative e ricerche sulle migrazioni di Brescia propone uno sguardo più complesso di questa realtà. E lo dichiara già nel titolo del seminario organizzato per la presentazione dell’Annuario: “L’integrazione dal basso attori e istituzioni”.
Secondo quanto emerge dalla ricerca, il primo dato rilevante riguarda il radicamento, la stabilizzazione è l’aumento degli stranieri residenti in provincia di Brescia, pari nel 2011 allo 0,7% in più rispetto al 2010. Una crescita che va di pari passo con quella degli studenti stranieri nelle scuole della provincia (16,5%) incrementata del 7,3% tra il 2010 e il 2011 e superiore alla media sia lombarda che nazionale.
Il numero di minori stranieri che risiede nel Bresciano è pari al 24,2% del totale delle popolazione immigrata. Il numero dei nati a Brescia da almeno un genitore straniero è invece del 35% (in Lombardia è il 27%, in Italia è il 19%).
Se i numeri indicano una crescita delle persone che decidono di stabilirsi in città ed in provincia, tuttavia da esso non corrisponde poi un adeguato collocamento lavorativo. Cala infatti il numero di coloro che hanno contratto a tempo indeterminato (-2,7%) e di chi possiede un’abitazione di proprietà (-2%).
Cresciuto il numero di disoccupati, passati dal 7,8% del 2010 all’11,8% dell’anno scorso.
Il 42,2% degli stranieri, secondo l’Annuario, viene collocato nella fascia di chi è “sicuramente povero”, il 30% invece in quella denominata come “sicuramente non povero”.
Gli immigrati che vivono nel Bresciano possiedono un titolo di studio (superiore od universitario) nel 62,% dei casi. Percentuale alta che però si discosta in modo netto da quella media lombarda che è del 75% a livello regionale.

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