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Manifestazioni, giro di vite in città

manifestazionestudenti.jpgAlcune zone sensibili diventano off limits nei giorni e negli orari più a rischio.


(red.) Un documento presentato giovedì nel corso di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduta dal viceprefetto Attilio Visconti (e alla presenza di esponenti dei partiti e dei sindacati) pone vincoli a chi vuole manifestare a Brescia in alcune "zone sensibili" nei giorni più "a rischio" e negli orari di maggiore affollamento.
In sè, il diritto a manifestare non viene limitato, ma saranno controllati i percorsi, proponendo alternative a quelli più centrali.
Il sindaco di Brescia, Adriano Paroli, ha espresso soddisfazione. “Con questo provvedimento", ha dichiarato, "che non pone alcun vincolo alla possibilità di manifestare, s’individuano percorsi stradali rispettosi dei tradizionali cortei politici e sindacali, ma anche delle particolarità dei luoghi del nostro centro storico, caratterizzato da specifiche presenze religiose e di luoghi a elevata attrattiva artistica e commerciale. Il documento permetterà di comporre i diversi diritti ed interessi, compresi quelli degli esercizi che vogliono lavorare e dei cittadini che intendono spendere il loro tempo libero in centro storico.
Le zone calde variano a seconda della situazione, del momento e dell’orario. Ma vi sono alcune tipologie considerate potenzialmente vietate, sia pure in circostanze diverse.
Stop assoluto naturalmente per le manifestazioni nelle zone commerciali
del centro storico (come corso Zanardelli, piazza Duomo, corso Palestro) nei cosiddetti "periodi sensibili" come le festività. Il passaggio dei cortei dal centro attraverso via Mazzini, piazza Duomo, corso Zanardelli, via X Giornate, sarà tuttavia permesso in occasioni particolari come il primo maggio o le ricorrenze civili.
Negli altri casi, come per i cortei del sabato, di tutti i giorni prefestivi o del pomeriggio, la situazione verrà valutata di volta in volta, cercando di individuare possibili alternative.
Gli altri punti considerati più a rischio sono quelli nei pressi dei luoghi di culto (non solo cattolici) durante le festività religiose; quelli ad alta intensità di traffico, nelle ore di punta quando passano più auto, come il ring (che sarà sempre off limits nei pomeriggi prefestivi) o come i caselli autostradali; quelli nei dintorni dei luoghi di cura, dove non sarà permesso manifestare se non per iniziative legate alla sanità; quelli con elevato afflusso turistico come il museo di Santa Giulia e gli altri spazi espositivi nei giorni e negli orari di apertura delle mostre; quelli nei pressi delle università o dei luoghi di studio
in occasioni di eventi di rilevanza internazionale.
In tutto sono 6 i percorsi alternativi proposti per garantire il diritto a manifestare:

1) Piazza Garibaldi, via Lupi di Toscana, via Silvio Pellico, via San Faustino, Largo Formentone, piazza Loggia;
2) Piazzale Repubblica, via XX Settembre, via Gramsci, piazza Vittoria, via X Giornate, piazza Loggia;
3) Largo Formentone, San Faustino, Capriolo, Pace, Porcellana, piazza Vittoria, X Giornate, piazza Loggia;
4) Via San Zeno, via Cefalonia, Cavalcavia Kennedy (oppure via Solferino, Stazione, piazzale Repubblica);
5) Per il 1° maggio o ricorrenze civili viene ammesso il "percorso storico": corso Garibaldi, Pace, Palestro, Porcellana, Verdi, 4 Novembre, X Giornate, Zanardelli, Mazzini, Quercini, Duomo, X Giornate, Loggia
6) Per i cortei e le processioni religiose, fuori da giorni e orari di intenso traffico veicolare, si può consentire: Piazzale Repubblica, via dei Mille, via Calatafimi, Lupi di Toscana, Volturno, piazzale Om (oppure piazzale Garibaldi, via Milano, con chiusura in parco Caduti Nassirya o parco Nullo)

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