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Crisi, le banche anticipano la Cig

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operaio1.jpgAccordo in Broletto per i lavoratori delle aziende bresciane in cassa integrazione.


(red.) La Provincia di Brescia, la Camera di commercio, le segreterie di Cgil, Cisl e Uil e 12 banche attive nella nostra provincia (11 aziende di credito cooperativo e il Banco di Brescia) hanno sottoscritto un accordo che prevede l’anticipo senza interessi nè spese della Cassa integrazione per i lavoratori delle aziende che non siano in grado, per problemi di liquidità, di erogare le somme. E’ anche possibile congelare e posporre le rate dei mutui immobiliari sottoscritti per la prima casa dai clienti in cassa integrazione. Si tratta del primo risultato del tavolo anti-crisi aperto da Palazzo Broletto.
Per i lavoratori c’è un po' di burocrazia e, come sempre con le operazioni bancarie, molte carte da firmare. Servono una lettera dell’azienda che testimoni l'impossibilità di anticipare il trattamento di integrazione salariale (dovuto dall’Inps, che di solito ha tempi lunghi di erogazione) e il cedolino paga. Poi bisogna presentarsi nella filiale di una delle banche firmatarie dell'accordo per aprire un conto corrente (senza spese). Ai lavoratori in cassa integrazione straordinaria gli istituti daranno un fido di 6.300 euro, erogato in rate mensili non superiori ai 700 euro.
Ai lavoratori in Cig di durata superiore alle quattro settimane, le aziende di credito concederanno fino a 2.500 euro, anche in questo caso prelevabili al massimo in rate di 700 euro al mese.
Naturalmente il lavoratore dovrà cedere alla banca il suo credito verso l’Inps. Ci sono inoltre altre carte da firmare e comunicazioni da effettuare all’istituto previdenziale che garantiscano all’azienda di credito che le somme, quando saranno versate, verranno erogate sui suoi conti.
Inoltre, un dipendente in cassa integrazione che abbia in corso un mutuo immobiliare prima casa con una delle banche firmatarie dell'accordo, potrà chiedere la sospensione delle rate per un periodo uguale a quello della durata della Cassa. La garanzia pretesa in questo caso dalle aziende di credito è la cessione del Trattamento di fine rapporto, cioè della liquidazione.
Si calcola che nel 2009 in provincia di Brescia saranno tra 13 e 15 mila i lavoratori in cassa integrazione: circa 8 mila di loro potrebbero aver bisogno di questo sostegno, con un impegno economico tra i 3 e i 4 milioni di euro.

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