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Nasce il comitato anti-Gelmini

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scuola.jpgInsegnanti, genitori e studenti anche a Brescia contro la riforma della scuola


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(red.) Non c'erano più sedie disponibili lunedì sera alle scuole elementari Manzoni di via dei Mille, a due passi dal centro di Brescia, dove si teneva la prima riunione del comitato che si pone l'obiettivo di bloccare i tagli alla scuola elementare decisi dal decreto della ministra dell'istruzione, la bresciana Mariastella Gelmini.
Insegnanti, genitori, studenti medi si sono incontrati a poche settimane dall'inizio delle lezioni e a pochissimi giorni dall’arrivo della ministra in città, sabato 4 ottobre alle 10,30 all'inaugurazione di una scuola privata, in un incontro con la presenza del sindaco Adriano Paroli, in un convegno che si terrà all'università in via San Faustino.
"Questo è il tocco finale di un discorso che parte da lontano", ha esordito Pino Gianpietro, insegnante alle serali, portavoce dei Cobas Scuola, "la fase finale di un attacco alla scuola pubblica, per favorire le private, ovvero le cattoliche. Stavolta non si capisce nemmeno quanti saranno i licenziamenti, avevano detto 150mila, potrebbero essere di più, e verranno colpiti soprattutto lavoratori precari che magari da quindici anni ogni settembre non sanno se lavoreranno o no".
La rabbia è palpabile nell'aria, perché viene stravolta la scuola elementare, con il ritorno alla maestra unica e l'aumento degli alunni in ogni classe, la chiusura di molti istituti con pochi alunni, come accadrà nelle valli bresciane.
"E pensare che era l'eccellenza dell'istruzione italiana persino nelle strane classifiche europee", hanno sostenuti gli interventi di molti addetti ai lavori presenti in sala.
Alcune mamme hanno ricordato che "contro la riforma Moratti avevamo bloccato la Triumplina, e molti automobilisti ci applaudivano perché erano d'accordo con noi". La proposta è quella di "ricostruire il coordinamento che si creò allora", e unirsi alle iniziative in atto a Roma, a Bologna, a Milano, dove si è arrivati anche all'occupazione delle elementari da parte dei genitori.
Ma tutti gli intervenuti hanno concordato sul fatto che è necessario fare presto, perché il decreto sarà convertito entro novembre e verrà posta la fiducia.
"Il problema non è slegato da quello che è successo con la chiusura della biblioludoteca del Carmine la scorsa estate", ha detto Maurizio Bresciani: "Oggi tagliano il tempo pieno per spingere verso le private, come a Brescia han tagliato la biblioludoteca dicendo che tanto c'erano gli oratori".
Gli studenti delle scuole superiori hanno già indetto uno sciopero per sabato, non appena hanno saputo della presenza della Gelmini. Un corteo studentesco che si unirà alle iniziative di genitori e insegnanti; l'obiettivo è quello "di ottenere visibilità per poi radicarsi nelle scuole".
La mattina dunque la contestazione a Gelmini, nel pomeriggio la festa, già organizzata, alla scuola elementare Calini di via Nino Bixio per chiedere la riapertura della biblioludoteca. E dai sindacati di base è arrivata la proposta di dare risalto allo sciopero, già organizzato, del 17 ottobre contro la finanziaria e il governo, "perché la difesa della scuola sia al centro delle rivendicazioni, con la testa del corteo nazionale".

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