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‘Sicurezza? In aziende e cantieri’

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Evasione fiscale, contributiva, lavoro nero… Ecco le vere emergenze per i sindacati.


(red.) Va bene il contrasto alla malavita e alle organizzazioni criminali, ma ci sono altre emergenze che creano problemi di sicurezza e che interessano e toccano ogni giorno la nostra vita quotidiana. Cgil, Cisl e Uil, stamattina nel corso di una conferenza stampa, hanno manifestato una serie di perplessità sul "Patto Sicurezza" firmato a Brescia dal ministro Roberto Maroni e dal sindaco Adriano Paroli, che secondo loro è stato sottoscritto nella nostra città perché è già sicura. Per i tre sindacati confederali, comunque, l'attenzone per la sicurezza non può diventare un'ossessione politica, ma deve essere governata con sapienza e tranquillità.
Per i tre sindacati, le sinergie tra forze dell'ordine sono importanti, così come lo è la specializzazione, per fronteggiare la capacità organizzativa della malavita. Ma è anche prioritario contrastare la criminalità economica e l'evasione fiscale contributiva, vero e proprio sintomo di un'insicurezza sociale diffusa "se è vero", come ha spiegato Marco Fenaroli (Cgil), "che un quarto del Pil è interamente sommerso. Dunque polizia e carabinieri dovrebbero presidiare il territorio occupandosi anche delle attività economiche, svelando quelle illegali e segnalando le più evidenti irregolarità. Controllando per esempio i cantieri edili, ma anche la regolarità degli impieghi di manodopera nei campi, nelle aziende grandi come in quelle piccole".
Un'altra questione importante è il controllo dell'immigrazione. Le tre sigle, infatti, sostengono che si tratti di un fenomeno sociale impossibile da reprimere: "L'immigrazione", ha proseguito Fenaroli, "si governa con scelte di accoglienza e di integrazione funzionali alle possibilità e alle necessità di un paese. Le parole del ministro Maroni, massima repressione – massima integrazione, ci suonano quindi piuttosto strane, e ci sembrano in contrasto con l'articolo 13 della Costituzione che parla di libertà personale inviolabile, o con l'articolo 14 che definisce inviolabile il domicilio".
Anche per Renato Zaltieri (Cisl) l'immigrazione deve essere gestita, "ma il permesso di soggiorno non può essere vincolato al contratto di lavoro, perchè in questo modo i migranti possono essere facilmente ricattati. Non ci piace nemmeno che le paure della gente vengano fomentate volontariamente, come fanno alcune realtà politiche".
Secondo Zaltieri, inoltre, non è un caso che il patto sulla sicurezza sia stato firmato a Brescia: "Certo, nella nostra città la criminalità esiste, ma non c'è un allarme sociale, come invece racconta qualcuno. Quindi naturalmente il patto verrà rispettato e la nostra città sarà portata come esempio in tutta Italia".
Per Raffaele Merigo (Uil), la sicurezza non deve essere identificata solo con il contrasto dell'immigrazione clandestina: "Nel nostro territorio esistono vere e proprie emergenze, come la sicurezza sul lavoro e la manodopera irregolare. Nell'edilizia il governo ha cancellato i libri matricola e i libri paga, che certamente erano uno strumento importante contro l'irregolarità nei cantieri".

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