Caffaro sospesa, ma addetti restano al lavoro

Stamattina in via Milano sono attesi i vertici dell'azienda per decidere se adempiere alle prescrizioni della Provincia oppure fare ricorso contro la diffida.

(red.) Quella di ieri, martedì 15 ottobre, era la prima giornata di fermo dell’attività alla Caffaro di Brescia dopo la sospensione dell’autorizzazione integrata ambientale da parte della Provincia. Secondo il Broletto e sulla base della relazione dell’Arpa, infatti, l’azienda non avrebbe ottemperato alle misure per evitare la continua contaminazione di cromo legato ad alcune vasche. Eppure ieri sembrava quasi una giornata normale, con i 54 lavoratori che sono entrati e usciti dallo stabilimento cambiandosi di turno e mettendosi al lavoro. In che modo, visto che i macchinari sono dovuti rimanere spenti e dovranno restare così in due mesi? Per esempio, continuando a mantenere indenne la barriera idraulica che serve per non far finire nelle falde sotterranee le quantità di cromo.

Così come il lavoro d’ufficio, ma anche quello per continuare a rendere sicuro il sito e per la manutenzione degli impianti. Stamattina, mercoledì 17, partiranno le ore decisive quando i vertici della Caffaro raggiungeranno Brescia per verificare la possibilità di impugnare la sospensione dell’autorizzazione arrivata dalla Provincia. E ieri a comunicare questa notizia ci hanno pensato anche i sindacati che si sono presentati sul posto. Di conseguenza, la Caffaro potrà decidere di adempiere alle prescrizioni chieste, oppure fare ricorso contro la diffida. Anche perché dall’azienda di Brescia continua la contaminazione da cromo.

Nel frattempo, sempre i sindacati ieri hanno incontrato prima alcuni rappresentanti dell’azienda e i lavoratori in assemblea e attendono ancora di incontrare il Comune e il commissario straordinario Roberto Moreni anche per capire quale sarà il futuro del sito industriale tra bonifica e mantenimento dei posti di lavoro. Di certo, come sottolineano, non ci sono rischi per la salute degli addetti. E questo lo appurano anche gli stessi operai che chiedono di non provocare allarmismi. Sottolineano di tenersi sempre controllati e anche che dall’azienda ci sarebbe la disponibilità a fare di più contro l’inquinamento presente sul posto.

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