Prevalle, Jessica: Scientifica dall‘indagato

Ieri i carabinieri hanno svolto un sopralluogo nella casa di Giancarlo Bresciani, l'unico accusato per la morte della 37enne trovata senza vita a giugno 2018.

(red.) Prima la svolta nelle indagini e ieri, venerdì 13 settembre, il sopralluogo nell’abitazione dell’unico indagato. Intorno alle 15 alla casa di via Tresanda a Prevalle, in Valsabbia, nel bresciano, i carabinieri della Scientifica si sono presentati al 51enne Giancarlo Bresciani. Si tratta proprio dell’unico accusato nella morte di Jessica Mantovani, la 37enne trovata senza vita il 14 giugno del 2018 tra le griglie dei cassoni della centrale idroelettrica del paese. L’abitazione dell’uomo è stata sequestrata e ieri i militari hanno svolto un controllo approfondito alla ricerca di possibili tracce della donna che abitava a Villanuova sul Clisi. L’uomo, come emerge dall’inchiesta, è accusato di omicidio e occultamento di cadavere e, secondo gli inquirenti, sarebbe stato l’ultimo a vedere in vita Jessica.

Infatti, la donna era stata portata in quell’abitazione dal padre e di sera Bresciani gli aveva riferito al telefono che era già andata via. Ma poi non si è più avuta notizia fino al ritrovamento la mattina successiva. Una prima novità nelle indagini, che hanno portato nelle ultime ore a indagare sul 51enne, è arrivata dall’autopsia per il fatto che nei polmoni della 37enne c’era pochissima acqua. Quindi, non era morta annegata nella centrale idroelettrica. La sensazione del sostituto procuratore Gianluca Grippo, che ha firmato l’ordinanza con cui ieri è stato svolto il sopralluogo, è che qualcuno l’abbia uccisa per poi disfarsi del cadavere.

Ma non è nemmeno escluso che la donna, affetta da tossicodipendenza, si fosse sentita male e qualcuno abbia spostato il corpo gettandolo proprio nell’impianto di produzione di energia elettrica. Di certo, sul fronte dell’indagato, c’è il fatto che fosse nella cerchia di amici che conosceva Jessica Mantovani e che, come detto, sarebbe stato l’ultimo a vederla in vita. Ecco perché tutti i riflettori si sono improvvisamente accesi su di lui e ora si attendono i primi risultati del sopralluogo. E anche il padre della vittima, che l’ha sempre sospettato, torna a ribadire che la figlia non si sarebbe suicidata come si pensava, ma qualcuno l’avrebbe uccisa.

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