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Bozzoli, pg: “Ucciso da nipoti e messo in un sacco“

Il procuratore generale spiega la chiusura delle indagini con quattro indagati, compresi i due operai. E per la prima volta ora si parla di un delitto.

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(red.) In queste ore intorno a martedì 21 maggio al tribunale di Brescia è in corso una conferenza stampa da parte del procuratore generale Pier Luigi Maria Dell’Osso a proposito della chiusura delle indagini su Mario Bozzoli. Secondo il magistrato, il fatto che da quell’8 ottobre del 2015, giorno della misteriosa sparizione dell’imprenditore dalla fonderia di Marcheno, non siano mai stati trovati elementi contrari, Bozzoli sarebbe stato ucciso. Nei giorni scorsi lo stesso Dell’Osso, che ha avocato l’inchiesta, aveva notificato l’avviso di chiusura delle indagini accusando Alex e Giacomo Bozzoli, nipoti di Mario, di omicidio volontario premeditato e distruzione di cadavere e gli operai Oscar Maggi e Abu di favoreggiamento.

Il magistrato ha anche sottolineato che il forno in cui si pensava fosse stato gettato il corpo dell’imprenditore non sarebbe stato compatibile. Allora come è morto? Secondo il magistrato, l’omicidio sarebbe stato premeditato da tempo e avvenuto vicino agli spogliatoi. Tuttavia, non essendo mai stato trovato il corpo, non è chiaro come sia morto. Infine, il corpo sarebbe stato messo in un sacco come uno dei tanti per le scorie e poi portato all’esterno della fabbrica in qualche modo.

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