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Frecciarossa non partito, macchinisti rischiano posto

Trenitalia ha avviato un'indagine interna dopo l'accaduto ieri per Brescia-Napoli. L'operatore al lavoro aveva 1,95 di alcol: quattro volte sopra il limite.

(red.) Quanto accaduto ieri mattina, domenica 28 aprile, alla stazione di Brescia nel momento in cui si è verificato che uno dei macchinisti era ubriaco e il collega non si era nemmeno presentato per guidare il treno Frecciarossa Brescia-Napoli delle 5,17 rischia di diventare un caso nazionale. Non tanto o non solo per la notizia che è diventata di dominio pubblico, ma perché è pronta un’interpellanza parlamentare. Secondo quanto hanno ricostruito la Polizia ferroviaria e la Stradale, il capotreno ha avvisato le forze dell’ordine proprio perché uno dei macchinisti, un 35enne, non sembrava in grado di guidare, mentre l’altro, un 21enne, non si era nemmeno presentato. E a quel punto i 67 passeggeri in partenza e che erano saliti sul convoglio sono stati fatti scendere per poi raggiungere Milano a bordo di un treno regionale e da lì su un Frecciarossa verso Napoli.

Sulla banchina della stazione di Brescia gli agenti si sono dovuti presentare con un etilometro scoprendo che il macchinista al lavoro aveva un tasso alcolico di 1,95 grammi per litro, quasi quattro volte oltre il limite consentito. Il suo giovane collega, invece, era stato prelevato con le ambulanze da un hotel e condotto al Città di Brescia per intossicazione etilica. Secondo la ricostruzione, i due, che alloggiavano in un hotel a due passi dallo scalo e prima di partire per Napoli, avrebbero partecipato a una cena insieme la sera precedente, ma alzando troppo il gomito. Come risultato, il 35enne si vedrà certamente togliere la patente, mentre il treno ieri è rimasto bloccato in stazione. Una vicenda particolare e grave che ha portato Trenitalia a intervenire con una nota.

Dice che non era mai successo nulla di simile in passato e che “verificherà eventuali violazioni da parte dei macchinisti degli obblighi contrattuali e della deontologia professionale e si riserva di adottare tutti i provvedimenti del caso”. A questo punto e come prevede il contratto collettivo nazionale di lavoro nel settore ferroviario, i due macchinisti rischiano di essere licenziati senza preavviso. Su questo fronte, come detto, la deputata di Forza Italia Deborah Bergamini ha annunciato un’interpellanza al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Anche i sindacati hanno definito grave l’atteggiamento dei due operatori per non garantire il servizio alle persone.

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