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Latitanti fermati ai Caraibi, chi sono i due bresciani

Lucio Galli deve scontare condanna definitiva per reati sessuali verso minori. Abele Chiarolini per bancarotta fraudolenta per una casa di cura genovese.

(red.) Lucio Galli di 72 anni e Abele Chiarolini di 78 sono i due bresciani arrestati nella Repubblica Dominicana dove avevano cercato di rifarsi una vita fuggendo alle condanne definitive cui erano stati sottoposti in Italia. Nell’operazione “Wanted 3” condotta dalla Squadra Mobile di Brescia per opera del magistrato Ambrogio Cassiani e insieme alle forze dell’ordine locali si è ricostruito i ruoli dei due bresciani. Che sono finiti in manette insieme ad altri tre latitanti per le accuse di reati sessuali, oppure contro il patrimonio. Tutti e cinque sono partiti e ieri, mercoledì 6 marzo, sono atterrati all’aeroporto di Ciampino prima di essere condotti in carcere. Per quanto riguarda i due bresciani e partendo da Lucio Galli, era ricercato dal 2014 e deve scontare 8 anni e dieci mesi di reclusione per reati sessuali verso minori.

Era finito anche sotto inchiesta per prostituzione minorile collegata a un bar del centro storico di Brescia dove ragazzine fino a 16 anni si prostituivano in cambio di soldi o cocaina. E tra i clienti c’era proprio Galli. Dopo la condanna si era trasferito nella Repubblica Dominicana dedicandosi all’affitto di appartamenti e fino ad abitare a La Romana. Gli inquirenti hanno controllato le utenze telefoniche verso i familiari scoprendo schede con intestazioni false o tramite il web, ma un messaggio inviato alla figlia per dirle del cambio di numero lo ha fatto finire nei guai. L’altro bresciano è Abele Chiarolini, albergatore di Darfo Boario e latitante dopo una condanna definitiva a 10 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta per sentenza della Corte d’Appello di Genova nel 2014. Era amministratore di una casa di cura nella provincia ligure, ma fallita a fine 1999 con un debito milionario. Condannato per bancarotta fraudolenta e con precedenti per falso, ricettazione, riciclaggio e abuso d’ufficio, è stato preso a Boca Chica dove gestiva un hotel.

Gli altri tre latitanti italiani sono Salvatore Buonanno condannato a 8 anni e sei mesi per violenza sessuale, Massimo Ferrari di Milano condannato a 6 anni e sei mesi sempre per violenza sessuale e Mauro Nadalini di Pornenone condannato a 10 anni per bancarotta fraudolenta e truffa. E gli arresti hanno portato a numerose reazioni in Italia. “La missione a Santo Domingo doveva riportare nelle galere italiane tre criminali condannati per reati sessuali ma i nostri poliziotti hanno scovato due delinquenti in più – ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini.- Questi successi, oltre al caso di Cesare Battisti, confermano la nostra determinazione: nessun delinquente può sentirsi tranquillo, in Italia o nel resto del mondo. E non ci fermiamo qui”.

Anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha parlato del fatto che “gli amici dominicani ci hanno restituito cinque criminali che volevano farla franca ancor prima che i rispettivi parlamenti abbiano ratificato gli accordi firmati tre settimane fa. È la dimostrazione di un’autentica volontà di cooperazione fra i nostri due paesi”. Infine, Viviana Beccalossi ha detto che “si tratta dell’ennesima dimostrazione che il tema della sicurezza rimane il fiore all’occhiello per un Governo che certamente su altre partite non è altrettanto brillante, specie se si parla di economia e infrastrutture. Complimenti agli uomini della polizia di Brescia per il lavoro svolto e al questore Vincenzo Ciarambino che, anche alla fine del suo periodo di servizio nella nostra città chiude con un’operazione che dimostra ancora una volta l’efficienza e la preparazione dei suoi uomini”.

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