150 mila euro da Coop per nuovi negozi a Brescia

Incentivi per aprire fino a dieci piccole attività in centro. Prosegue la crisi del Freccia Rossa con altre chiusure. Scarsa affluenza al Nuovo Flaminia.

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(red.) Il proliferare dei nuovi grandi centri commerciali nello spazio di pochi chilometri quadrati a Brescia sta mettendo in crisi da tempo i negozi di vicinato, anche se non se la passano bene nemmeno i nuovi store. Partendo dalla crisi delle piccole attività artigianali, ieri, lunedì 4 febbraio, a palazzo Loggia è stato presentato un bando che partirà l’11 febbraio per permettere l’apertura fino a dieci nuovi piccoli negozi. E a mettere in campo l’operazione per il progetto “Be my store”, come sorta di compensazione, è la Coop Lombardia. Si parla di un investimento da 150mila euro – 100 mila ai vincitori e altri 50 mila per finanziare i corsi di formazione per gli imprenditori – per avviare nuove piccole aziende in centro storico o vicino a via Corsica.

Un titolo di riguardo avranno le richieste presentate dagli under 35 e over 55 e fino al 10 maggio sono aperte le candidature. Poi si andrà al 10 giugno con i nomi dei selezionati che dovranno aver già iniziato i lavori. E nel caso in cui non dovessero arrivare almeno cinque richieste i 150 mila euro saranno investiti in modo diverso dopo un incontro con il sindaco Emilio Del Bono, ma sempre nel campo del commercio. E mentre la Coop si mette in prima persona per agevolare la nascita di nuovi negozi, prosegue la crisi del Freccia Rossa. Dopo la chiusura di una quarantina di attività, negli ultimi giorni hanno abbassato le serrande anche il Carpisa, Erbolario e Yamamay per un totale di altri sei negozi. E al momento non c’è alcuna notizia di un possibile rilancio del megastore dopo aver depositato una domanda per la richiesta di concordato preventivo in bianco. Ma la preoccupazione riguarda anche i lavoratori dei negozi rimasti, tanto che i sindacati hanno in programma un incontro per domani, mercoledì, chiedendo altri dettagli sul rilancio. E dalle stesse sigle emerge come le manifestazioni messe in campo non siano più sufficienti per attirare clienti.

Ma nemmeno il Nuovo Flaminia, aperto solo lo scorso 14 novembre, sembra navigare nell’oro. Aldilà dell’operazione urbanistica che ha riqualificato la zona, portando a una galleria da 16 mila metri quadrati e con 900 posti auto, cominciano ad arrivare le prime critiche da parte degli operatori. Il problema maggiore sembra essere la scarsa affluenza e il fatto che la maggior parte dei clienti sono anziani interessati solo a fare la spesa nella Coop. Tanto che l’orario di apertura è stato ridotto e che si propone di rendere l’area food una sorta di self-service dove proporre anche pranzi di lavoro. In questo panorama si aggiunge anche il vecchio Flaminia, lasciato nella desolazione dopo l’abbandono proprio della Coop. All’interno molti negozi hanno deciso di chiudere, mentre altri resistono contando nell’affezione. Ma sono in arrivo delle novità. Infatti, nello store di via Salgari entro giugno inizieranno i lavori per allestire nei vecchi spazi del supermercato una sede della Brico Io e un negozio di abbigliamento. Anche questa operazione si integrerà a livello urbanistico con tanto di parcheggio e pista ciclabile.

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