Raffineria Capra è fallita, 82 addetti senza lavoro

Respinta la richiesta di concordato dopo l'ultimo piano industriale mai concretizzato. Il 14 maggio l'udienza. I lavoratori preoccupati per il loro futuro.

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(red.) Da ieri pomeriggio, mercoledì 30 gennaio, gli 82 lavoratori che stanno già scontando la cassa integrazione straordinaria per le dinamiche della Raffineria Metalli Capra di Castel Mella, nel bresciano, sono ancora più incerti nel loro futuro. Il tribunale di Brescia ha infatti dichiarato fallita l’azienda dopo che è stata respinta la richiesta di concordato più volte avanzata dalla stessa impresa che ha anche una sede di lavoro a Montirone. Da una parte c’era proprio la richiesta di trovare una soluzione, ma dall’altra le numerose istanze di fallimento, sollecitate anche dai creditori, nei confronti di un’azienda che ha un patrimonio di 33 milioni di euro, ma debiti accertati per oltre 52 milioni.

Niente da fare, quindi, per la proposta di rilancio e così il prossimo 14 maggio al tribunale i curatori fallimentari nominati dal giudice si ritroveranno per discutere il passivo dell’impresa. L’ultima spiaggia era quella di un piano industriale proposto dai vertici per cedere entro il 31 maggio del 2019 i rami di azienda delle sedi di Castel Mella e Montirone, ma senza ricevere concrete proposte d’acquisto. Eppure all’inizio e alla fine del 2018 era arrivato l’interesse di due imprese straniere nei confronti della società metallurgica bresciana, ma che non si è mai concretizzato.

Tra l’altro, a questo si aggiunge il fatto che da un anno la produzione all’interno dei due siti è ferma proprio per gli ammortizzatori sociali e ora le decine di addetti, rimasti senza lavoro, sperano che dopo il fallimento ci sia qualcuno disposto a investire e riaprire nelle due sedi.

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