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Macogna, Tar vs Comuni. Discarica resta aperta

Respinti i due ricorsi delle amministrazioni per non consentire di alzare i livelli di eluato e non piazzare piezometri. Giudici danno ragione a Provincia.

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(red.) Secondo i giudici amministrativi del Tar di Brescia la discarica Macogna può restare aperta e anzi prevede l’arrivo di nuovi rifiuti. Così il tribunale ha respinto i ricorsi dei Comuni bresciani di Cazzago, Travagliato, Berlingo e Rovato che si trovano intorno a quella cava e definita regolare quell’area attiva dal 2017 con la Drr, poi con la Eredi Compagnia Nazionale. Niente da fare, quindi, per i ricorsi sulla richiesta di negare l’autorizzazione di triplicare l’eluato, ma anche contro l’installazione di tre nuovi piezometri di valle. E sempre il Tar nel 2016 aveva già respinto la richiesta di annullare il decreto di Via della Provincia.

“Non è possibile riproporre le questioni tecniche già esaminate mediante Consulenza tecnica d’ufficio nei ricorsi decisi con la sentenza del 2016, e che sulla base della relazione conclusiva del consulente del Tar, la realizzazione di nuovi piezometri a valle è considerata utile e raccomandata, sia come strumento di monitoraggio che come strumento di prevenzione. La circostanza che la realizzazione dei nuovi piezometri – si legge nel testo della sentenza – sia una delle raccomandazioni formulate nella Ctu ha reso evidentemente inutile ogni forma di interlocuzione sul punto con i Comuni ricorrenti. Alla Provincia spetta l’onere di tutelare il territorio attorno alla discarica”.

E aumentare i limiti dell’eluato “non contengono impedimenti. La falda superficiale e quella profonda non sono del tutto al sicuro nel caso di dispersione di inquinanti provenienti dalla discarica. Ma questa situazione costituisce però soltanto il punto di partenza, sul quale deve esercitarsi la valutazione di rischio. La concessione della deroga ai limiti non costituisce variante sostanziale e quindi non richiede la ripetizione delle procedure di Via e di autorizzazione unica. La deroga della Provincia è bilanciata da vincoli per prevenire fenomeni di diffusione degli inquinanti. La verifica sul volume del percolato avviene mensilmente, la ricerca dei valori di concentrazione di inquinanti è prevista con frequenza trimestrale.

Tutto questo presuppone una gestione operativa della discarica molto attenta. Il gestore dovrà quindi avere cura che i rifiuti non vengano stoccati in modo improprio e non siano esposti alla dilavazione degli agenti atmosferici. Quando nel modello di funzionamento di un’attività pericolosa sono inseriti limiti e controlli che abbattono efficacemente il rischio di dispersione degli inquinanti – termina uno dei passi della sentenza – il fatto che vengano autorizzate maggiori concentrazioni di inquinanti nei materiali trattati, senza modifiche al processo di lavorazione, non può essere considerato automaticamente produttivo di effetti negativi e significativi sull’ambiente o sulla salute”.

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