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Bozzoli, “Giacomo meditava di uccidere lo zio“

Mercoledì al tribunale di Brescia si è svolto l'incidente probatorio per l'ex fidanzata del nipote dello scomparso. Tutti gli indagati di nuovo perquisiti.

(red.) “Giacomo avrebbe voluto uccidere lo zio, lo odiava”. E’ la testimonianza arrivata mercoledì 18 aprile al tribunale di Brescia da parte di Jessica, ex fidanzata di Giacomo Bozzoli, sentita dal giudice delle indagini preliminari Lorenzo Benini nel corso dell’incidente probatorio. Si tratta della stessa ragazza che già il 10 ottobre del 2015, due giorni dopo la misteriosa scomparsa dell’imprenditore Mario Bozzoli dalla fonderia di Marcheno, nel bresciano, si era presentata ai carabinieri per rilasciare delle dichiarazioni spontanee e dicendo esattamente le stesse cose a due anni e mezzo di distanza.

Lei è ritenuta una teste importante dalla magistratura visto quanto ha detto in una fase indiziaria che è tornata nel vivo dopo che il procuratore generale di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso ha deciso di avocare le inchieste su Bozzoli e anche sulla morte di Giuseppe Ghirardini. Nel frattempo, per la misteriosa sparizione dell’imprenditore restano indagati per omicidio volontario e distruzione di cadavere proprio Giacomo Bozzoli, nipote del datore di lavoro, il fratello Alex e gli operai Oscar Maggi e Akwasi Aboagye. La teste ha confermato la versione del 2015 anche quando diceva che, nel 2011, l’allora fidanzato Giacomo sembrava stesse “organizzando” il delitto dello zio tra i boschi, contando sull’appoggio della donna che avrebbe dovuto guidare il veicolo del compagno in autostrada per dare un alibi agli inquirenti.

Così, quando avrebbe saputo della sparizione di Mario Bozzoli, lei non sarebbe stata così sorpresa, se non nel chiedere in modo specifico se fosse stato lui o il fratello Adelio ad essere scomparso. Di certo, quelle registrate mercoledì, sono frasi ritenute importanti per un eventuale processo futuro. Oltre a questo, nel mirino degli inquirenti in questa seconda fase dell’inchiesta ripresa, martedì non c’era stata solo la perquisizione della Ifib di Adelio Bozzoli e dei figli a Bedizzole. I carabinieri e la Guardia di Finanza, su disposizione della procura generale, hanno controllato le abitazioni di tre dei quattro indagati.

Si tratta dei due fratelli Giacomo e Alex Bozzoli e anche dell’operaio Oscar Maggi, tutti poi convocati in caserma a Gardone Valtrompia. Durante queste attività sono stati controllati e salvati i contenuti di cellulari e computer. Per quanto riguarda Aboagye, visto che da dicembre si è trasferito in Inghilterra, i militari hanno perquisito la sua abitazione di Marcheno dove si trova la moglie e il figlio. Ora tutto il materiale sarà esaminato, mentre si pensa che ci siano collegamenti tra la misteriosa sparizione di Bozzoli e la morte dell’operaio Ghirardini.

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