Discarica Capriano, uno parla e l‘altro in silenzio

Venerdì sono stati interrogati i due gestori della zona finita sotto sequestro per la presenza di rifiuti pericolosi. Uno aveva già lasciato la società.

(red.) Uno ha parlato rigettando le accuse, mentre l’altro, che non è più socio del primo, si è avvalso della facoltà di non rispondere. I due sono stati chiamati venerdì 8 settembre in tribunale a Brescia davanti al sostituto procuratore Ambrogio Cassiani per affrontare la vicenda della discarica abusiva e colma di rifiuti speciali scoperta in un terreno privato a Cascina Movigo di Capriano del Colle, nel bresciano. Si tratta dei due gestori dell’area che avevano ricevuto in affitto da un proprietario, tra l’altro parente del socio che a giugno ha abbandonato la società.

Proprio in quel mese era iniziato il sospetto e continuo via vai di camion verso la zona, tanto che il privato aveva scattato diverse fotografie per documentare quanto veniva portato. E si parla di rifiuti di ogni genere, tra scarti di acciaierie, carcasse di auto, fusti vuoti di sostanze chimiche e altri materiali. Sarebbero smentiti, invece, i resti di animali. Il proprietario ha poi denunciato la situazione facendo partire l’inchiesta per discarica abusiva e che al momento non conta indagati. L’Arpa di Brescia sta verificando se il carico, in profondità a diversi metri, abbia intaccato la falda acquifera e quindi se ci siano rischi per la salute pubblica.

La procura, invece, punta a capire chi siano i mandanti di quella discarica e chi abbia portato concretamente i rifiuti sul posto. Tra l’altro, non è la prima volta che l’area finisce nel mirino della magistratura. Era già successo nel 2015 con il primo sequestro a causa di un incendio. Poi si è arrivati a luglio del 2017 quando in Comune è arrivata una richiesta di lavori per livellare quel terreno. Si pensava che l’azienda bresciana incaricata portasse ghiaia e sabbia, invece si trattavano di rifiuti. Le indagini proseguono per accertare la verità.

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